Ore 12 - Berlusconi obbedisce a Bossi. Si corre verso le urne

altroIl vertice di maggioranza di stamattina a palazzo Madama durato pochi minuti ha riconfermato le presidenze delle commissioni parlamentari.

Tutto come previsto, nessun terremoto, su questi argomenti, tra Pdl, Lega e Fli. Perché i giochi sono già fatti e come condurli si decide altrove, fra Berlusconi e Bossi (decisi a far saltare subito il banco) da una parte e Fini (che con le opposizioni lavora per un governo di transizione) dall’altra.

Di fatto è scattato l’allarme che anticipa la guerra e sono già tutti al lavoro, certi della crisi di governo, certi del voto anticipato.

Berlusconi, spinto dal suo partito e dalla Lega, imbocca così la via diretta delle urne, prima possibile. Fini, con Pd, Udc, Api, Mpa, Idv, vuole arrivare invece al voto a marzo: subito crisi di governo, formazione di un esecutivo di transizione per cancellare il “porcellum” e votare con una nuova legge elettorale.

Nel Pdl ci si orienta a staccare la spina all’esecutivo addirittura entro ottobre: in tal caso il lavoro “sporco” spetterebbe alla Lega, cui andrebbe l’onere e … l’onore dell’operazione.

Di fatto, Berlusconi ha accettato la linea di Bossi. D’altronde, non è forse il Senatur l’ultimo “vero” amico-alleato del Cavaliere?

Il premier non vuole finire in una cottura a fuoco lento, sa che non ci sono più margini per uscire dal vicolo cieco imposto dalla frattura con Fini. Resta da capire se l’abbraccio con Bossi sia per Berlusconi la svolta liberatoria o l’abbraccio mortale.

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