Ore 12 - Lega di lotta e di governo. E Bossi "sfrutta" il lutto degli alpini

altroNuova gatta da pelare per il premier Berlusconi. Stavolta a preoccupare non è il “traditore” Fini ma l’amico e fedele alleato Bossi.

Il Senatur al governo non muove un dito per affrontare la crisi generale del Paese ma, come un segugio, fiuta sempre l’aria per “distinguersi”, capire dove tira il vento e sfruttare le correnti per guadagnare voti.

Il gran capo della Lega, come già Bertinotti nel centro sinistra, è un campione nell’arte del partito “di lotta e di governo”, cioè del ricatto nella coalizione e della demagogia e del populismo sul piano elettorale.

L’ultimo sondaggio, dopo l’ennesimo lutto dei nostri alpini, parla di italiani contrari alla missione? E subito Bossi suona la tromba della ritirata (e tira le orecchie a La Russa che vuole le bombe sui caccia tricolori) dimenticandosi che in luglio aveva votato il rifinanziamento della missione militare, beffandosi degli impegni internazionali, del terrorismo, delle Torri gemelle, dei talebani e di Bin Laden.

Bossi è solo interessato al messaggio mediatico, smarcandosi anche da Berlusconi, per assecondare la pancia pacifista e buonista degli italiani, ricavandone voti.

Alla sinistra che chiedeva a Prodi il ritiro delle truppe, Calderoli replicò sferzante: “Delirano”. Con il ghigno benevolo del Senatur.

Adesso Berlusconi dirà che Bossi va “interpretato”. E il teatrino continua. Il biglietto, salato, lo pagano gli italiani.

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