Attentato in Libia: 500 marines arrivano a Sigonella

Il compito dei soldati Usa sarà quello di intervenire rapidamente se ci dovessero essere altri attacchi al personale diplomatico e agli americani presenti in Libia ed eventualmente effettuare la loro evacuazione.

Pronti a intervenire in caso di attentati in Libia

Il Pentagono ha spostato 500 marines dalla Spagna alla base di Sigonella, in Sicilia, dopo l'attentato di ieri a Bengasi, in Libia. Il compito dei soldati Usa sarà quello di intervenire rapidamente se ci dovessero essere altri attacchi al personale diplomatico e agli americani presenti in Libia ed eventualmente effettuare la loro evacuazione. Lo ha detto il portavoce George Little. L'unità militare può contare su aerei da trasporto Bell Boeing CV-22 Osprey. Si tratta di un convertiplano (un bi-turboelica in grado di decollare come un elicottero e poi volare come un normale aereo). L'Osprey è in grado di trasportare fino a 24 soldati completamente equipaggiati alla velocità massima di 509 chilometri orari.

A dare l'ordine è stata la Kelley Barracks di Stoccarda, sede del Comando africano degli Stati Uniti. Nello scorso ottobre, gli Usa avevano già spostato lo squadrone dei Combat Rescue a Birgi, nel trapanese, in seguito all'uccisione dell'ambasciatore Chris Stevens a Bengasi. Le loro esercitazioni nelle campagne di Corleon e Contessa Entellina aveno spaventato i contadini della zona.

Sempre sull'isola, va in scena da tempo la battaglia tra i No Muos, gruppo di attivisti, e gli americani che stanno costruendo un radar in grado di captare e inviare segnali sull'intero pianeta e che farebbe male all'ambiente e alla salute. La stessa base di Sigonella sta venendo potenziata perché nel 2017 diventerà la capitale dei droni, gli aerei senza piloti che da mesi costringono i voli di linea a procedure eccezionali in fase di decollo e di atterraggio. E ancora: l'arsenale di Messina potrebbe diventare un enorme cimitero delle navi da guerra dismessi dai Paesi della Nato, con la possibilità di dispersione di gas inquinanti.

Per finire. Ci sono i caccia bombardieri di Birgi, che sono sempre di più. Gli ultimi otto velivoli Eurofighter Typhoon sono stati consegnati i primi di gennaio; il verde agricolo che c'è intorno alla base potrebbe a breve diventare zona edificabile per costruire edifici che possano ospitare i militari e le loro famiglie. "Qualcuno vuole trasformare la Sicilia in una sorta di mega portaerei per le guerre del futuro - dice Antonio Mazzeo, giornalista esperto di cose militari, tra i primi a sollevare la questione - Il problema è che potrebbe essere troppo tardi per impedirglielo".

Foto | © Getty Images

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