Partito della Nazione: no a Di Pietro, ni a Bersani

Facciamo un po' il punto sul cosiddetto "grande centro" che il leader Udc Pierferdinando Casini ha cercato di fondare con l'iniziativa, per ora senza seguito, del Partito della Nazione.

Nei giorni scorsi il segretario Pd Bersani ha tentato un primo approccio verbale con i nipotini della Democrazia Cristiana, parlando di "proposta a tutte le forze di opposizione, a cominciare dall'Udc". Oggi arriva la prima risposta, tutt'altro che positiva, dal presidente Rocco Buttiglione.

"Ringraziamo Bersani della sua apertura, ma abbiamo delle domande da fare. È un'ammucchiata come l'Ulivo? Non ci stiamo. C'è dentro Di Pietro? Difficile fare un governo con lui. E poi che facciamo con l'ultrasinistra?"



In realtà l'obiettivo di Casini è raccogliere quante più forze possibili nel nuovo Pdn per carcare di superare lo sbarramento dell'8% al Senato. In questo caso il grande centro potrebbe davvero essere l'ago della bilancia e alzare il prezzo della propria inclusione nel governo, sia con la sinistra che con la destra.

E anche la questione Idv al di là delle parole di circostanza, si supera senza problemi. Basta trovare le formule giuste ("abbiamo firmato un programma comune", "hanno dimostrato che tengono al paese" ecc.) Identico discorso per un eventuale ritorno di fiamma con Berlusconi.

Alla fine è tutta questione di numeri e di posti.

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