No Tav, Alfano, vertice in prefettura: «In Italia comanda lo Stato italiano»

Dopo l'attacco al cantiere di Chiomonte, il neo Ministro dell'Interno Angelino Alfano va avanti sulla linea già tracciata dalla politica bipartisan. Ed ecco qual è la risposta dello stato.

No Tav

Angelino Alfano, al termine del vertice convocato d'urgenza in prefettura a Torino, ha dichiarato:

«Lo Stato c'è e non si fa fermare da alcuni delinquenti che questa notte potevano uccidere comanda lo Stato italiano, che non si fa sopraffare dai delinquenti, anche se ben organizzati».

E ancora:

«Siamo venuti a dire che lo Stato c'è, ascolta e decide. I fatti di questa notte hanno fissato la data, non la scelta di venire qui a Torino, perché questa è una questione da affrontare a livello territoriale».

E allora, cos'è stato deciso nel vertice in prefettura?

Intorno al cantiere della Maddalena ci saranno più forze dell'ordine; la zona rossa verrà apliata; si costituirà una task force per favorire "il dialogo" tra enti locali e Roma.

Insomma, il messaggio è chiaro: la Tav si fa.

Un'opera che ormai è più ideologica di chi dice No Tav non conosce crisi.

No Tav: l'attacco al cantiere

Nella notte fra il 13 e il 14 maggio, un gruppo di persone a volto coperto ha lanciato razzi, bengala e bombe carta (secondo alcune ricostruzioni, anche molotov) verso il cantiere di Chiomonte, punto nevralgico per la partenza del cantiere della Tav.

L'attacco è stato respinto dalle forze dell'ordine con idranti e lacrimogeni.

Non risultano feriti. L'evento è stato duramente stigmatizzato dalle forze di polizia e dalla politica in maniera bipartisan. Solamente da Sel (oltre al Movimento Cinque Stelle, ovviamente) si levano voci critiche nei confronti dell'opera. Sia Sel sia il M5S condannano la violenza, in ogni caso.

Gianluca Pittavino, di Askatasuna, invece, sostiene che non sia successo nulla di così grave:

«Quella che esprimo è la posizione di Askatasuna e non di tutto il movimento No Tav. Poi io credo che esistano forme più o meno condivisibili di lotta, ma ciò non toglie che finché l’obiettivo è colpire il cantiere e non le persone che ci lavorano tutto ha la sua legittimità. Ciò che è successo la scorsa notte non mi è sembrato nulla di così grave».

Parole difficili da comprendere, per chi non conosce a fondo la questione della Tav valsusina, la lotta ventennale del movimento No Tav, tutte le assurdità legate ad un'opera stigmatizzata da molti, propagandata come necessaria, voluta dall'alto nonostante tutto e tutti.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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