Ore 12 - Fini, chi stacca la spina?

altroA un Silvio Berlusconi sempre più con l’acqua alla gola, si contrappone un Gianfranco Fini in mezzo al guado.

Che l’Italia paghi il conto della crisi della maggioranza e del governo è sotto gli occhi di tutti. Ma non è la … “solita” crisi congiunturale.

Siamo di fronte al ko dell’unica "via nuova" degli ultimi 16 anni: cioè al “berlusconismo”, con tutti gli annessi e connessi (compresa la sinistra e il centro-sinistra).

Ma uno dei principali nodi sta oggi nella domanda: e adesso che fa Fini?

Dopo la (coraggiosa) rottura con Berlusconi, il presidente della Camera è apparso poco convincente sia rispetto all’analisi del Pdl, sia rispetto al che fare oggi, specie in vista delle quasi certe elezioni anticipate in primavera.

Fini continua a dire che il Pdl “è diventato un partito-non partito” (ma quando mai lo è stato?) e non dice nulla, dopo anni passati vicini come “culo e camicia”, sulle concezioni del Cavaliere rispetto a “partito”, “politica”, “istituzioni”, “regole”, “legalità”, democrazia”.

Insomma, ammesso e non concesso, che Fini si sia accorto tardi di chi è davvero Berlusconi “politicus”, e visto il fallimento del governo, perché non tira coerentemente le conclusioni politiche prendendosi la responsabilità di staccare la spina parlando chiaro agli italiani?

Nel passarsi senza sosta il cerino, qualcuno prima o poi si brucia. E l’incendio che può scaturirne può bruciare l’Italia.

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