Patto "rosso-nero": Fini premier e D'Alema sul Colle?

I “giovani” quarantenni del Pd vogliono “rottamare” il vecchio gruppo dirigente del partito mettendo nel mirino, per il primo colpo, Massimo D’Alema.

Ma mentre Renzi, Civati, la Serracchiani si dilettano nel gioco dell’oca, “Baffino” tesse la tela per farvi cadere dentro … Silvio Berlusconi. L’obiettivo prioritario è uno solo: sbarrare la strada del Quirinale al Cavaliere, costi quel che costi.

Così il lider Maximo “trama” con il “nemico” numero uno del premier: Gianfranco Fini. L’inedito binomio ha già fatto un patto di “unità d’azione” in caso di caduta del governo.

Un governo “tecnico” per rifare la legge elettorale perché con l’attuale “porcellum” Berlusconi avrebbe una maggioranza (grazie anche ai rappresentanti regionali) per farsi poi eleggere al Quirinale.

Ecco perché Fini ha lanciato un altro dardo velenoso al premier: “In caso di ko dell’esecutivo, un possibile governo tecnico non è un ribaltone, figuriamoci un colpo di stato”.

Ed ecco perché D’Alema precisa: “Io non propongo un’altra maggioranza per un nuovo governo necessario e legittimo: la proposta è rivolta a tutti i parlamentari coscienti che c’è una situazione insostenibile. Se l’appello raccoglie una maggioranza parlamentare è pienamente legittimo”.

Da lì il primo obiettivo del nuovo esecutivo, cioè la nuova legge elettorale. D’Alema pensa che possa essere Fini il “Papa straniero” pronto per Palazzo Chigi al posto del Cavaliere. Magari per avere poi in cambio il lasciapassare per il Colle.

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