Sondaggi: il Movimento 5 Stelle può esistere senza Beppe Grillo?

Nell'epoca dei partiti personali, l'M5S si distingue dagli altri o è affetto anche lui dal leaderismo di Pdl, Sel & co.?

Quello dei partiti personali è un classico della Seconda Repubblica. Il Pdl è Berlusconi, Sel è Vendola, l'Udc è Casini, l'Idv è Di Pietro, ecc. ecc. Da questo leaderismo sfrenato tanto in voga nella politica italiana si salvano solo il Partito Democratico (che cambia segretario dopo ogni fallimento elettorale) e la Lega Nord (che nasceva come partito di Umberto Bossi, ma ha retto alla transizione a Maroni e comunque ha saputo creare una classe dirigente). E il Movimento 5 Stelle?

A giudicare dal sondaggio di Swg per Agorà si direbbe che neanche il Movimento 5 Stelle sfugga alle regole del partito personale. Alla domanda "L'M5S può esistere senza Beppe Grillo?" il 52% degli elettori italiani risponde "no", solo il 29% risponde "sì". Non sa il 19%. Tra gli elettori a Cinque Stelle le cose cambiano, ma non tantissimo: non esiste M5S senza Grillo per il 50%, ma salgono al 42% quelli che pensano che il partito possa resistere a un addio del suo fondatore. Crollano, com'è ovvio, i "non so": 8%.

Gli stessi elettori del partito di Grillo & Casaleggio sono divisi sulla questione. E non sorprende: il Movimento 5 Stelle è uno dei partiti più disarticolati che esistano, composto da decine, centinaia, di diverse liste civiche che fanno riferimento a un territorio e nascono dal basso, senza nessuna vera gerarchia. Ma proprio a causa di questa completa dispersione, il Movimento 5 Stelle - che comunque ha sempre avuto la sua "sede" nel blog di Grillo - è diventato un partito iper accentrato, assolutamente personale.

Per due ragioni. La prima è che per tenere insieme una quantità di militanti spesso provenienti da esperienze politiche completamente diverse è indispensabile che ci sia qualcuno che "dia la linea", facendo capire qual è la posizione del Movimento su determinate questioni (provocando anche malumori, basti pensare alla questione ius solis); la seconda è che essendo il Movimento 5 Stelle nato grazie agli sforzi dei militanti, ma fiorito per il carisma di Beppe Grillo, è quasi impossibile pensare che di questo carisma si possa fare a meno.

Lo ha dimostrato il successo che Grillo ha avuto durante ogni suo tour, quello in Sicilia e quello in giro per l'Italia. Il partito cresceva nei sondaggi quando l'uomo che ne è il simbolo teneva i discorsi in piazza, una dinamica che si vede solo nel Movimento 5 Stelle. Almeno così nettamente.

Mettiamo il caso che Beppe Grillo decida di fare un passo indietro: è vero che il Movimento 5 Stelle qualche personaggio degno di nota lo sta esprimendo, ma chi sarebbe in grado di tenere le redini di un partito che ha già dimostrato di essere attraversato da parecchie tensioni? Al momento, nessuno. Solo il blogger genovese è in grado di imporre la sua linea e garantire che l'M5S mantenga una coerenza di fondo nelle sue mille diverse liste, da quella nazionale a quella del più piccolo comune.

Certo, le Cinque Stelle (acqua pubblica, mobilità sostenibile, sviluppo, connettività, e ambiente) sono i valori comuni che verrebbero portati avanti anche senza Grillo, ma per il momento la presenza del leader è indispensabile. Fin quando, e se, l'M5S non riuscirà a esprimere personalità in grado di andare avanti con le loro gambe e in grado di garantire una continuità al partito. Le potenzialità ci sono, ma manca ancora un po' di tempo.

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