Processo Ruby: in aula racconta del bunga bunga, di Mora, di Minetti 'suora' e dei soldi di Berlusconi

"Ho visto Nicole Minetti vestita da suora che, a un certo punto, mentre ballava si è tolta i vestiti ed è rimasta in biancheria intima". Comincia così il racconto delle serate ad Arcore.

Testimonia al processo

Tanto atteso, è finalmente arrivato il giorno di Ruby in aula a Milano per testimoniare nel processo a carico di Lele Mora, di Nicole Minetti e di Emilio Fede. Tutti a pendere dalle carnose labbra della ragazza, insomma, che ha raccontato del bunga bunga, dei concorsi di bellezza, della villa di Arcore e di Silvio Berlusconi, padrone di casa molto generoso.

"Ho visto Nicole Minetti vestita da suora che, a un certo punto, mentre ballava si è tolta i vestiti ed è rimasta in biancheria intima". Comincia così il racconto delle serate ad Arcore. Gli imputati sono accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. "Le ragazze mi hanno raccontato che il nome bunga bunga derivava da una barzelletta raccontata da Berlusconi".

La giovane marocchina che all'anagrafe si chiama Karima el Mahroug ha iniziato la sua carriera con il concorso di bellezza a cui partecipò nel 2009 in Sicilia: "Dissi di avere 16 anni". A quel concorso c'era anche Emilio Fede: "Ma non ebbi modo di fare discorsi in separata sede con lui". E ancora: "Firmai da sola il modulo per partecipare al concorso, inventandomi il nome di un adulto, perché non avevo l'autorizzazione dei miei genitori".

Le bugie iniziano a camminare al fianco di Ruby Rubacuori. Che nell'ottobre 2009 sbarca a Milano: Conoscevo dalla Sicilia l'agenzia di Lele Mora, che era molto famosa, e volevo incontrare il proprietario perché la mia speranza era quella di lavorare nel mondo dello spettacolo e della moda. Alla fine sono riuscita a parlare direttamente con lui. Mi hanno chiesto delle foto e ho dato quelle del mio profilo Facebook. Ho detto invece di aver dimenticato i documenti. Come nome ho dato quello di Ruby, preso da una telenovela, e come cognome Eiek, che è quello di una cantante. Come età, ho detto di avere 19-20 anni".

Arriva la serata di Arcore: "Sono arrivata davanti alla villa insieme a Fede e, uscendo dalla macchina, mi è stato detto che era la villa del presidente del Consiglio. Ero sorpresa, non mi sembrava vero. Lui si è presentato all'ingresso e io mi sono presentata come Ruby. Mora, quella sera, mi aveva detto al telefono che avrei dovuto partecipare a una serata alla discoteca Hollywood". Era il 14 febbraio 2010: "Alla fine della serata, Berlusconi mi diede una busta con 2-3mila euro".

La storia è una sorta di fiction: "Ad Arcore ho detto a tutti di essere nipote di Mubarak. Ho inventato una storia, quella che usavo di solito. Ho detto di essere meta egiziana e metà brasiliana. Ho detto che mia madre era una cantante famosa e che era parente del presidente dell'Egitto. Ho detto anche di aver tagliato i contatti con la mia famiglia perché volevo diventare cattolica e che mio padre non voleva. Ho anche detto di aver subito maltrattamenti e mostrato i segni. Alcune ragazze durante il racconto si erano commosse".

Foto | © Getty Images

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