Manifestazione della Fiom a Roma: il Pd non aderisce, M5S e Sel sì

FIOM 18 maggio 2013

18 maggio 2013: a Roma inizia la manifestazione della FIOM.

Lo striscione che apre il corteo recita:

«Basta. Non possiamo più aspettare».

Si sfila da Piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Alle 14 l'intervento del segretario Maurizio Landini. Interverranno anche Sandra Bonsanti, Fiorella Mannoia, Nicola Nicolosi, Gino Strada e Stefano Rodotà.

Con la FIOM, in piazza anche il Movimento Cinque Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà.

Sulle presenze, ma soprattutto sulle non-presenze, Landini commenta, lapidario:

«Ringrazio quelli che ci sono. Per chi non c'è, parla l'assenza».

Il rifermento è, ovviamente, al Partito Democratico e all'ex sindacalista e nuovo segretario (traghettatore) del Pd, Guglielmo Epifani, che non hanno aderito alla manifestazione. D'altra parte, perché dovrebbero farlo? Sono al governo.

FIOM in piazza a Roma

Oggi la Fiom scende in piazza a Roma. La piattaforma programmatica della manifestazione, Non possiamo più aspettare, comprende molti temi: la riconversione ecologica del nostro sistema industriale, un piano straordinario d'investimenti pubblici e privati, l'impiego dei contratti di solidarietà e l'estensione della cassa integrazione, la proposta di un contratto nazionale che tuteli i diritti di tutte le forme di lavoro, il reddito di cittadinanza, valorizzazione della scuola e dell'università pubblica, lotta alle mafie, una nuova UE fondata sui diritti e su nuovo sistema fiscale.

Potrebbe apparire pretenzioso mettere insieme tutte queste questioni, ma va tenuto conto che l'obiettivo della Fiom è quello di aggregare tutte le esigenze e le ragioni di cittadini e movimenti che non ci stanno a subire le politiche di austerity.

In Piazza San Giovanni prederanno la parola: Gino Strada, Sandra Bonsanti (in rappresentanza di Libertà e Giustizia), la cantante Fiorella Mannoia e soprattutto un attesissimo Stefano Rodatà.
I Partiti che hanno aderito alla manifestazione sono Movimento 5 stelle, Sel, Pdci, Rifondazione comunista e Azione Civile.

Maurizio Landini ha dichiarato di aver contattato anche il neosegretario del PD, ed ex segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, per sollecitarlo a partecipare "ma di non aver avuto risposta".
In una intervista, il segretario del sindacato dei metalmeccanici si è detto molto deluso dalle posizioni dei Democratici di questi ultimi anni, in particolare per la mancata opposizione alla normativa che stabilisce che i contratti collettivi nazionali possono essere derogati da contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale e per aver contribuito alla modifica dell'articolo 18 .

La manifestazione, invece di costituire un'opportunità di connettersi ai temi sollevati dalla società civile, appare per il Pd come l'ennesimo elemento di imbarazzo che traccia un'immagine di un partito con un'identità incerta, segnata da visioni politiche divergenti, da personalismi e dall'esigenza difficile di conciliare le richieste degli elettori con la presenza in un governo con il Pdl.

Domani in piazza, in polemica con la posizione "poco coraggiosa" del partito, ci saranno Fabrizio Barca, Giuseppe Civati e Sergio Cofferati. Proprio quest'ultimo, in un articolo pubblicato il 16 maggio, ha rimarcato non solo la sua personale condivisione delle proposte avanzate dal sindacato delle tute blu, ma ha anche espresso un chiaro rimprovero al Pd:

Dal mio partito, il Pd, mi accontenterei di una cosa più semplice, di quelle che si usavano un tempo. Uno scarno ma esplicito comunicato di condivisione di questi temi. E la nomina di una delegazione rappresentativa che partecipi alla manifestazione di sabato mattina a Roma. In modo che sia chiara la distinzione di ruoli, riconfermata la reciproca autonomia, ma anche esplicitata la volontà di un percorso comune

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