Elezioni mid-term: Obama perde, ma si salva al Senato. Il Tea Party non sfonda


Come ampiamente previsto da tutti gli osservatori politici Obama ieri ha incassato la sua prima sconfitta da Presidente, cedendo la Camera ai repubblicani nelle elezioni americani di medio termine.

E purtuttavia non è stata la disfatta annunciata, visto che i democratici riescono a mantenere una maggioranza risicatissima al Senato, consegnando così un paese spaccato esattamente a metà. Da notare come Obama nello stile che lo contraddistingue abbia immediatamente telefonato al portavoce John Boehner per chiedergli di "lavorare insieme".

Difficile che ciò accada, però, tenendo in considerazione il fatto che il primo impianto di legge (e sin qui unico mezzo successo del presidente in carica) che la destra vuole distruggere è la riforma sanitaria, ovvero la bandiera obamiana di questi anni. Impossibile dunque raggiungere un compromesso su questo versante.

Da notare invece come l'ultradestra del Tea Party esca ridimensionata dalla consultazione. Solo due i rappresentanti eletti, e tra questi non c'è la O'Donnell che si presentava in Delaware forte dell'appoggio di Sarah Palin.

Ultima notazione per la California, che dopo la parentesi Schwarzenegger ritorna in mano ai democratici. È questa l'unica consolazione per il partito di Obama, che in queste elezioni ha perso la bellezza di dieci governatori.

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