Il "rottamatore" Matteo Renzi, alias ... Capezzone

Le cerbottane di Matteo Renzi il “rottamatore” non sono puntate contro il nemico Silvio Berlusconi ma contro gli amici e compagni dai capelli bianchi del Partito Democratico, tutti da mandare a casa.

Ma la base non sembra gradire.

Dal popolo del web del Pd Renzi viene paragonato a Capezzone: “Maleducato, supponente, arrogante”. Oppure esempio negativo di una amalgama non riuscita “Il segno evidente della crisi del Pidì berlusconizzato, un partito da televendita”. Fino ad accusare il sindaco di Firenze perché: “Vuole uccidere i padri per impadronirsi dell’eredità”.

Tutti, stando al web del Pd, difendono persino Rosy Bindi (Renzi impari da lei il modo signorile) e Massimo D’Alema (Renzi impari da lui cos’è la cultura politica). Il coro è unanime quanto inequivocabile: “Che vada a casa lui! Per sostituire qualcuno bisogna dimostrare di essere migliori di chi si vuole rottamare”. Già.

E’ la forza delle idee che soppiantano altre idee. Ed è da dimostrare che, almeno in politica, idee più fresche siano frutto di una carta d’identità meno sgualcita.

Lo pensava Giorgio Amendola. E sia Togliatti che De Gasperi la pensavano allo stesso modo: “Rinnovamento nella continuità”. E soprattutto, mai dividersi di fronte al nemico in crisi.

Non pare proprio che la Dc e il Pci siano stati partiti insignificanti per la storia italiana.

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