Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente: Israele/Palestina, Hillary Clinton rilancia i negoziati diretti. "Ho intenzione di incontrare il Primo Ministro Netanyahu quando sarà negli Stati Uniti la prossima settimana.” Lo ha dichiarato oggi il segretario di Stato Usa Hillary Clinton durante una conferenza stampa in Nuova Zelanda, una delle tappe di una quindici giorni di visite di Stato in Asia e sud Pacifico.

La Clinton ha affermato di continuare a credere che il processo di pace possa proseguire, nonostante i recenti ostacoli. Il riferimento è, soprattutto, alla mancata proroga del blocco degli insediamenti ebraici in Cisgiordania. I negoziati diretti tra Netanyahu e il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas erano partiti il 2 settembre, ma si erano arenati proprio sul tema degli insediamenti, dopo la scadenza della moratoria lo scorso 26 settembre.

Medio Oriente: Turchia, il Pkk dietro l’attentato del 31 ottobre a Istanbul? In un libro giallo da quattro soldi verrebbe da scrivere “il mistero si infittisce”. Su queste pagine abbiamo già parlato della prudenza delle autorità turche nell’individuare i responsabili dell’attentato a piazza Taksim del 31 ottobre. Tuttavia, il 2 novembre l’attentatore suicida ha finalmente acquistato un’identità.
Nazir Senturk, portavoce del Governatore di Istanbul, ha affermato che l’uomo si chiamava Vedat Acar ed era nato nel 1986 nella provincia di Van, nel Kurdistan turco: una delle zone più calde del conflitto tra Pkk e militari di Ankara. Senturk ha affermato che Acar era entrato nel Pkk nel 2004, ma non ha chiarito se ne era ancora un membro attivo quando ha compiuto l’attentato.

Gesto isolato, atto terroristico ben organizzato, capro espiatorio o strategia della tensione in salsa turca (come già avvenuto con l’attentato del 2005 a Semdinli)? Difficile dirlo, dal momento che la storia recente della Turchia rende possibili tutte queste ipotesi. Il principale dubbio riguarda le modalità dell’attentato: da quando un movimento di ispirazione marxista e secolare come il Pkk ricorre ad attentati suicidi?

Il quotidiano turco Zaman ha pubblicato oggi un articolo in cui un esperto di studi strategici che si dice certo del coinvolgimento del Pkk, ma si chiede quale fazione del movimento indipendentista curdo abbia ordinato l’attentato, delineando una divergenza di obiettivi e strategie tra diverse anime (più e meno radicali) del Partito dei lavoratori del Kurdistan.

Al di là delle riflessioni degli immancabili esperti di studi strategici, il quadro appare ancora troppo confuso, al punto che il premier Erdogan non si è ancora spinto ad esprimere giudizi definitivi.

Poco prima di partire per una visita di Stato in Kosovo, il Primo ministro turco ha espresso i suoi dubbi sulla vicenda. Pur riconoscendo che l’attentatore era stato nella base del Pkk di Haqurk (nel nord Iraq), Erdogan ha affermato che è troppo presto per stabilire quali legami ci fossero tra lui e il partito indipendentista.

“Per il momento” ha dichiarato Erdogan “la cosa importante sono i risultati delle indagini. Ma penso che in un vicino futuro potranno essere rivelate le differenti connessioni del attentatore suicida.” Una frase sibillina, che lascia aperte molte interpretazioni.

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