Bella Ciao e Giovinezza al Festival di Sanremo. Sondaggio


La politica fa pesantemente irruzione al Festival di Sanremo, e in modo del tutto inatteso e repentino. Galeotta fu (forse) la conduzione di Gianni Morandi, che ha voluto fortemente una serata rappresentativa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.

Già questo ha causato le prime polemiche, in un paese spaccato che più spaccato non si può, ma la formula della serata di giovedì che dovrebbe vedere tutti i cantanti alle prese con una canzone della storia del Belpaese ha sollevato un vespaio infinito.

Prima abbiamo assistito alla conferenza e all'intervista in cui Morandi ha eletto Bella Ciao come primo brano da eseguire in nome della storia d'Italia. E come si sa, non parliamo esattamente di un pezzo che riunisce il paese, ma di un inno partigiano dalle valenze controverse e non esattamente apprezzate da tutti. Molti, anche per l'uso che ne è stato fatto nel corso degli anni, lo vedono come un inno comunista tout court.

E forse proprio per controbilanciare l'esternazione del presentatore, subito dopo sono arrivate le dichiarazioni della dirigenza Rai per bocca di Mazzi, che dopo aver chiarito che il significato dei brani scelti deve essere artistico e non politico, si è subito contraddetto. Oltre a Bella Ciao ci sarà infatti Giovinezza, storico inno della gioventù fascista.

Ed ha avuto un bel dire Mazzi che entrambe le canzoni fossero nate con altri intenti (una come canto delle mondine l'altra come inno della goliardia) visto che tutto il paese da sempre le identifica con ben altro. Sull'opportunità dell'iniziativa lasciamo decidere i nostri lettori.

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