Essere di destra oggi: in assenza di meglio, tocca tenerci Berlusconi


Assistendo ieri sera alla puntata di Annozero con ospiti Ghedini, Concita Di Gregorio, Di Pietro e Nunzia Di Girolamo, non potevo non avvertire un chiaro senso di disagio. Si parlava naturalmente del Ruby-gate e l'avvocato del Premier tentava di difendere l'indifendibile. D'altronde è il suo mestiere.

Più fastidioso ascoltare la difesa d'ufficio della deputata Pdl Di Girolamo, la cui giovane età dovrebbe far presupporre una maggiore integrità morale. Molto meglio la consigliera di zona milanese del Pdl situata tra il pubblico, che pur essendo di centrodestra ha manifestato il suo fastidio per la fuliminea carriera di una Nicole Minetti nota solo per le sue apparizioni da soubrette, e ora anche per il suo ruolo di affidataria di presunte ladre fermate dalla questura.

Ma l'apice lo si tocca quando Concita Di Gregorio parla, dice cose moralmente giustissime e non si può che concordare. Concordare con la Di Gregorio... ci vuole un'onestà intellettuale da extraterrestre per ammettere che ha ragione, eppure è proprio così.

Questo significa essere di destra nell'Italia di oggi. Significa tollerare Berlusconi, con tutte le sue mancanze morali, le raccomandazioni e gli aiutini agli amici (per tacer delle presunte ragazze squillo, che del resto sono affari suoi) per non abbandonare il paese nelle mani di una sinistra e dei disastri che combinerebbe, come già si vide nella breve parentesi bersan-prodiana.

Ce lo teniamo con tutti i suoi guai giudiziari e il caravanserraglio che si porta dietro, perché è il meno peggio. E ci piange il cuore a pensare alla questione morale di Enrico Berlinguer. Un altro caro nemico. Un altro che aveva ragione. Quanto vorremmo che la destra fosse guidata da un uomo integerrimo, che pensasse solo al popolo che lo ha votato (e non solo) e capisse quale missione tocchi a chi è chiamato a guidare uno stato di 60 milioni di persone.

Ma questa persona oggi non c'è. E siccome non siamo per il tanto peggio tanto meglio in salsa dipietrista, nè per la sinistra azzeccagarbugli del Pd, nè tantomeno per la sua versione anarco-distruttiva a 5 Stelle, ci teniamo Berlusconi.

Come? Ci sarebbe anche Gianfranco Fini? Ma mi faccia il piacere, per dirla con Totò.

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