Ore 12 - Berlusconi è (quasi) cotto. Ma attenti al ... "rinculo"

altroQuasi tutti (anche nelle file amiche) sono convinti che Berlusconi sia finito. Ma pochi (anche nelle file nemiche) sono convinti che sia politicamente morto.

La crisi del Cavaliere, scandali a parte, deriva dal fallimento del partito del “predellino”, totalmente sfasciato.

Ma è crisi politica, per l’impossibilità di saldare le due componenti di provenienza (ex Forza Italia ed ex An), speculare a quella del Pd, amalgama mal riuscita (ex Ds già Pci ed ex Margherita già Popolari Dc). La partita non è chiusa.

Il premier è col culo per terra. Ma resta (quasi) intatto il fulcro della sua potenza di tiro con la produzione del consenso grazie al suo potere finanziario e mediatico e alla tenuta (fin qui) della sua immensa corte e della Lega, che scalcia, ma non molla il Cavaliere perché vuole andare alle urne con il “porcellum”. Allora?

Allora la domanda resta la stessa: ma l’opposizione dov’è? Nel 2004, quando Berlusconi fu cacciato, l’opposizione era viva e in crescita.

Oggi si affida solo a Fini e pende, così come Berlusconi, dal cappio del leader di Fli. Il tempo è scaduto.

Bersani prova a lanciare i tre squilli di tromba: “Se domenica Fini non si decide a staccare la spina, toccherà a noi fare ballare l’orso”. E i suonatori? Intanto il Paese affonda.

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