Bossi e Berlusconi in Veneto per valutare le misure contro l'alluvione


Umberto Bossi e Silvio Berlusconi saranno oggi nel Veneto piegato dalle alluvioni per valutare la situazione e i danni assieme al governatore regionale Luca Zaia. Ridicoli sin qui gli stanziamenti (20 milioni a fronte di un miliardo di danni stimati) quindi è ora di cambiare rotta, come dicevamo già ieri.

Il disastro del Veneto è stato completamente ignorato dai media (con la lodevole eccezione di Corriere della Sera e La7 che hanno lanciato una sottoscrizione) a causa dell'errata concezione culturale che si ha di una zona come il nord-est da sempre identificata come il ricco pollo da spennare e non come la locomotiva d'Italia, fatta di tante piccole imprese che vanno avanti nonostante le tasse e la situazione economica generale.

Ora il Governo, che sinora si è distinto per nullafacenza nella gestione della crisi (come sottolineato dalla Serracchiani per l'opposizione, ma anche dallo stesso Zaia, tra le righe) ha l'occasione di dimostrare di esserci, facendo prevalere l'azione sul pensiero.

Purtroppo anche di questa circostanza hanno approfittato le posizioni più retrive e antagoniste di un paese come il nostro, da sempre diviso in opposti campanili, per tentare di abbandonare a se stessa una zona accusata di votare per il Governo e quindi, implicitamente, di "meritarselo". Ma pare il caso di sottolineare innanzitutto che un alluvionato è un alluvionato e basta, che abbia votato Lega, Pdl o meno. In secondo luogo, che non certo tutti i veneti hanno votato per il Governo, e comunque in questo momento chissenefrega.

Quando vennero i terremoti umbri e abruzzesi ci si chiese forse cosa avessero votato quelle popolazioni prima di aiutarle? Non credo proprio.

Quindi ben vengano aiuti immediati e ben consistenti. Senza se e senza ma. Come se a essere invaso dall'acqua fosse Montecitorio, per citare uno dei luoghi simbolici della casta.

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