Economia e crisi governo: anche se cade, il debito tiene

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Ieri il governo è "andato sotto" per tre volte: Bocchino avrebbe voluto il colpo di grazia con un'altra votazione ma alla fine si è preferito soprassedere. Una giornata decisamente da dimenticare per i berluscones, tra i fischi e le contestazioni nel nord-est, e un governo veramente alle corde.

Oggi invece arrivano buone notizie per l'Italia. Ricordate i PIGS, il Portogallo, l'Irlanda, la Grecia e la Spagna? Paesi a rischio collasso finanziario, se ne parlava spesso mesi fa, ora sembra che sia tutto ok: naturalmente non lo è, ma la crisi è stata arginata, quantomeno sul breve periodo.

Non lo è, anche perché la sigla conteneva un'altra I, quella dell'Italia: che secondo analisti di Bloomberg e Unicredit non sarebbe particolarmente a rischio anche in caso di caduta di governo. Come mai? Vediamo di spiegarlo dopo il salto...

L'economia, la finanza, le borse, i mercati, vi fanno credere di essere luoghi dominati dalla razionalità, dai numeri, da dati incontrovertibili, ma sono esattamente l'opposto: i luoghi dove concetti astratti come la "fiducia", possono tenere in piedi un Paese o portarlo al crollo.

A quanto leggo oggi, l'Italia, sui mercati internazionali è ritenuta essere una nazione

immune alla crisi dei debiti sovrani che anche una eventuale caduta del governo Berlusconi non spingerà i costi dell'indebitamento sui livelli di Grecia, Irlanda e Portogallo. E' quanto afferma Bloomberg in un'analisi sulla tenuta dei conti pubblici in Italia.

Non sto a tediarvi con i dati sullo spread, ma sappiate che è una buona notizia quest'ultima. Buone notizie confermate anche da un analista di Unicredit interpellato sempre da Bloomberg

"Nel caso in cui il governo Berlusconi dovesse cadere si potrebbero avere dei movimenti sullo spread ma non certamente qualcosa di significativo a patto che sia mantenuta una disciplina fiscale'', ha detto a Bloomberg Luca Cazzulani, analista di Unicredit.

E rispetto agli altri PIGS, noi come siamo messi? Non malissimo, ma comunque non bene

I costi per assicurarsi contro un eventuale default dell'Italia ieri sono calati. I credit default swaps sul debito sovrano italiano sono infatti scesi a 196 punti mentre quelli sulla Spagna sono saliti a 257 punti, quelli sul Portogallo a 457, quelli sull'Irlanda a 567 e quelli sulla Grecia a 866 punti

Sul Sole24Ore di ieri

una buona analisi, anche se meno ottimistica di quella riportata sopra e prodotta da Bloomberg

Per il rischio-Italia, l'acuirsi della crisi politica e un'eventuale caduta del premier Berlusconi, seguita da elezioni anticipate o governo tecnico, potrebbero avere un impatto benefico sullo spread tra BTp e Bund, restringendolo e non allargandolo. I mercati rifuggono dalle incertezze di qualsiasi tipo e mal sopportano questa logorante fase di instabilità e di debolezza del governo Berlusconi alle prese con la rivolta finiana. Scommettono sulla conferma della linea del rigore del ministro dell'Economia Giulio Tremonti e sono convinti che l'Italia nell'era dopo-Berlusconi non potrà che essere altrettanto rigorosa sui conti pubblici, disciplinata nella spesa della pubblica amministrazione, attendibile nei programmi di riduzione di debito/Pil e deficit/Pil. «Elezioni anticipate significano in genere incertezza, dunque volatilità e allargamento degli spread: ma nel caso dell'Italia tutto dipende dal prossimo premier. Gli investitori si sono stancati di Berlusconi e non è detto che questi eventi non possano alla fine prendere una piega positiva per gli spread dei BTp», ha commentato Jean François Robin, strategist di Natixis, più preoccupato dall'impatto di inediti meccanismi di ristrutturazione del debito sovrano europeo, che sarebbero allo studio e che «imporrebbero agli investitori di soppesare i problemi dei singoli stati come in isolamento» senza più le garanzie dello scudo protettivo dell'unione monetaria

Foto | Flickr

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