Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Nazioni Unite: Un Women, nessun seggio per l’Iran. La vera notizia sarebbe stata se la Repubblica islamica l’avesse ottenuto. La nuova agenzia dell’Onu chiamata Un Women, che ha unito quattro organismi già esistenti, dovrà infatti occuparsi dei diritti delle donne nel mondo e promuovere la parità dei sessi.

L’Iran, a cui era inizialmente stato garantito un seggio in mancanza di altri concorrenti, si è visto scippare il posto da Timor Est, autocandidatosi in un secondo momento. La maggioranza dei voti a favore del piccolo stato dell’Estremo Oriente è stata schiacciante: 36 voti contro 19.

Una maggioranza che toglie l’Onu da un brutto impaccio; consentire all’Iran di sedersi in un consesso dove si parla di diritti delle donne sarebbe stato quantomeno imbarazzante per la credibilità delle Nazioni Unite e della sua nuova agenzia. Non sono però mancate altre vistose contraddizioni.

Il caso Sakineh, condannata a morte per adulterio, parla da solo per tutti gli abusi che le donne devono subire nel Paese degli Ayatollah. Consentire all’Iran di sedere nel consiglio di un’agenzia che tutela i diritti delle donne sarebbe stato come permettere a Bokassa di entrare in un’associazione di vegetariani.

Ma se il candidato più impresentabile è stato lasciato fuori dalla porta, la nuova agenzia delle Nazioni Unite ha garantito un seggio all’Arabia Saudita: uno Stato che decisamente non è un paladino della parità dei sessi, dal momento che non consente alle donne di guidare l’auto nè di frequentare molti luoghi riservati ai soli uomini.

La nomina del Regno Saudita ha sollevato le critiche di numerose associazioni per i diritti umani. L’iraniana Shirin Ebadi, Nobel per la pace nel 2003, aveva definito “una beffa” la presenza nel consiglio dell’Un Women dell’Iran e dell’Arabia Saudita. La beffa è stata attuata solo a metà, ma nel consiglio, composto da 11 Stati tra cui l'Italia, siedono anche altri paesi criticati dalle associazioni per i diritti umani come Congo e Libia.

Non resta che attendere e guardare quali saranno i risultati che il nuovo organismo sarò in grado di ottenere. Le premesse ci consentono di essere pessimisti.

Europa e Stati Uniti: rischio di nuovi attentati di Al Qaida sul modello di Mumbai. Resta alta l'allerta terrorismo dopo la scoperta, ad ottobre, del piano di Al Qaida di lanciare una serie di attentati contro la Germania, la Gran Bretagna e la Francia e l'intercettazione dei toner esplosivi dallo Yemen agli Stati Uniti.

La notizia del rischio di nuovi attacchi è stata data dalla Cnn, che cita tra le sue fonti diversi membri del controterrorismo europeo e statunitense, tra cui l’ex capo dei servizi segreti tedeschi August Hanning.

Secondo Hanning, che afferma di avere informazioni concrete in merito, la rete del terrore starebbe pianificando attentati in Europa e negli Stati Uniti sul modello della strage di Mumbai del 2008, quando militanti del gruppo jihadista pakistano Lashkar e Taiba attaccarono con armi da fuoco diversi obiettivi della città indiana uccidendo più di 190 persone.

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