Elezioni anticipate: i tempi tecnici per il voto

elezioni antMa allora come andrà a finire? Cade o non cade il governo? E se cade che succede? Un Berlusconi bis, un governo tecnico, o si va alle urne? impossibile dirlo: ci ha provato Francesco Costa sul Post qualche giorno fa, ma sono sempre ipotesi, la cronaca politica corre più in fretta di quanto noi la si tenti di rincorrere.

Vi segnalo però un pezzo uscito oggi su La Stampa, firmato Luca Tentoni che spiega tecnicamente i tempi per le elezioni: in caso di caduta del Governo Berlusconi, non se ne parla prima di marzo... e uh! Ci sono anche le elezioni amministrative 2011 a primavera, nell'eventualità non escluderei un election day.

Eventualità remota però: ho appena chiamato un'impresa di affissioni elettorali, e mi hanno confermato che per le amministrative in parecchi si sono già fatti sentire, mentre non si è fatto ancora sentire nessuno per le politiche... il che significa che le cose sono forse più stabili di quanto crediamo.

Dopo il salto vediamo un po' di tempi tecnici per il voto.

Ecco come stanno le cose:

Se il governo si dimetterà non sarà facile arrivare presto ad elezioni anticipate. Non è facile arrivare presto allo scioglimento delle Camere ed è ormai impossibile votare prima di marzo. Ecco i tempi tecnici
(...)
La legislatura iniziata nel 2008 dovrebbe concludersi "normalmente" nel 2013 (articolo 60 della Costituzione) ma se non ci fossero le condizioni si dovrebbe procedere all'interruzione anticipata (...) Di solito, tutta questa trafila (dalla crisi di governo allo scioglimento) richiede almeno un paio di settimane

Dal decreto al voto

Dal momento dello scioglimento con decreto del Capo dello Stato (su deliberazione del Consiglio dei ministri) che "indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione", secondo l'articolo 87 Cost., passano fra i 45 e i 70 giorni prima del voto. (...) non si può votare se non almeno 45 giorni dopo lo scioglimento (secondo la legge) ed entro 70 (secondo la Costituzione). Se si sciogliessero le Camere - poniamo – il 30 novembre, si potrebbe votare solo in una domenica e un lunedì compresi fra il 16-17 gennaio e il 6-7 febbraio. Troppo presto, c’è il doppio rischio di una campagna elettorale natalizia e di un voto in balìa delle intemperie invernali (con conseguente maggior astensionismo). (...) se Napolitano si prendesse un mese di tempo fra consultazioni e altro, si potrebbe arrivare molto a fatica a metà dicembre, con la prospettiva di votare fra il 6-7 e il 27-28 febbraio. Sarebbe ancora troppo presto, considerando che non si è mai svolta un’elezione prima del 27 marzo (di solito si vota fra aprile e giugno): accadde nel ’94, all’inizio della “Seconda Repubblica”.

un altro indizio: ma a voi è arrivato il libro di Berlusconi sui due anni di governo? Perché per come la vedo, i due mesi dalle elezioni vanno contati oltre che sui tecnicismi da prima Repubblica qui sopra, anche da qualcosa di molto più semplice. L'ingresso del volumetto di propaganda nella nostra casella delle lettere.

Foto | Flickr

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