Caso Ruby: Annamaria Fiorillo, Nefertiti, Mubarak, e perché alcuni reati non furono contestati

ruby rubacuori nuovaRuby Rubacuori è stato un lampo: una notizia che in una mattinata ha avuto un impatto fortissimo, ma un tempo di dimezzamento altrettanto rapido. Poi le smentite di Roberto Maroni, Ministro dell'Interno e di Bruti Liberati, sembravano aver segnato un temporaneo time out, almeno per quanto riguarda l'operato della Questura milanese.

Le dichiarazioni del pm dei minori di Milano, Annamaria Fiorillo, però raccontano una storia diversa su quella notte

«Quello che ha dichiarato in aula Maroni non mi va giù. Non mi è sembrato possibile che un ministro vada in Parlamento a dire queste cose. Io che ero là non posso permetterlo (...) ricevetti almeno sette telefonate, ma non hanno mai avuto il coraggio di dirmi che aveva chiamato Berlusconi (...) ho detto che la ragazza doveva restare in questura fino al mattino. Hanno riposto: non possiamo tenerla in camera di sicurezza. Che non è vero. Ho detto che potevano tenerla su una delle poltrone degli uffici (...) mi venne presentata come consigliera presidenziale, una carica che non avevo mai sentito prima»

e sulla parentela con Mubarak

«non me la sono bevuta. Ho risposto: e allora io sono Nefertiti, la regina del Nilo. Dopo le loro insistenze ho aggiunto: se è proprio così, che facciano mandare una conferma scritta dall' ambasciata egiziana»

E molto altro ancora: perché a questo punto sorgono altre domande, sui reati non (ancora?) contestati, che si pongono giustamente anche su Dagospia stamane...

Sul coinvolgimento di Nicole Minetti, 25enne consigliera regionale paracadutata in Regione in un listino bloccato formigoniano, si era scritto molto. Su Dagospia oggi leggete perché a quest'ultima non sarebbero stati contestati finora alcuni reati, false dichiarazioni e abbandono di minore

Caso chiuso un par di palle, caro Bobone. Anche il se il sinedrio delle toghe mette già le mani avanti: "Esposto inedito, vedremo se ci compete". Del resto qualcuno si ricorda come passò la nomina di Bruti Liberati al Csm? Ci fu un'inedita convergenza di tutto "l'arco costituzionale", ministero compreso. E l'unanimità sul suo nome sconsigliò candidature alternative. Lo sanno bene i suoi colleghi milanesi, che in queste ore si chiedono due semplici cosette: perché all'igienista orale Nicole Minetti non sono stati contestati i reati di false dichiarazioni a pubblico ufficiale e di abbandono di minore? Risposta: perché quelli sì che potevano essere estesi al CaiNano in concorso
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