Vieni via con me, Saviano, Benigni: i buchi nell'acqua del Giornale di Feltri

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L'ultimo sgarbo al palazzo traballante è arrivato dunque da Vieni via con me, che come ben noto è stata la trasmissione in assoluto più vista negli ultimi anni su rai tre.

La trasmissione, non tenera con il partito dell'amore, non è proprio andata giù a Il Giornale e Libero, che nonostante i loro scoop sui compensi dei conduttori e degli ospiti non sono riusciti a creare un clima di ostilità diffusa verso la trasmissione.

Gli esemplari quotidiani però non ci stanno. Ieri il Giornale in grande stile chiosava:

Il genio Benigni? Ha copiato le battute da un sito

Quello che ha ignorato il Giornale di Feltri è che "le copiature" di Benigni rappresentavano in realtà una citazione di Spinoza.it, che tutti conosciamo, e voleva essere un omaggio ai ragazzi, per altro presenti in studio. Vuoi mettere quanto vale davanti a 9 milioni di spettatori? Il nervosismo del quotidiano dell'amore inizia ad essere palese.

Ma non finisce qui.

Come fa notare oggi il Fatto Quotidiano l'integerrimo e sobrio Salvatore Tramontano titola sempre su Il Giornale: "Saviano come i boss: fuoco sul Giornale". Un attacco moderato, che ha la particolarità di essere un copia e incolla di un commento di Rondolino sul sito Front Page, in più pubblicato anche su Libero. E questa non è una citazione, ma plagio.

Quasi a voler confermare le parole di Saviano sulla macchina del fango, e sulla credibilità approssimativa allo zero che può avere, visto che il meccanismo è sempre lo stesso. Oggi più che mai: forse i quotidiani delle Libertà iniziano ad avere difficoltà nel trovare nuovi scoop?

Sempre a proposito di Vieni via con me, Alessandro Capriccioli l'altro giorno sul suo blog sottolineava un lucido intervento di Sallusti sempre dalle pagine del Giornale:

Come possono interpretare i bisogni della gente uno scrittore miliardario (Saviano), due conduttori televisivi strapagati (Fazio e Litizzetto, due milioni all'anno di reddito a testa), un direttore d'orchestra con la puzza sotto il naso (Abbado), il solito Benigni più furbo che bravo (4 milioni di reddito per sparare battute) e l'immancabile Vendola, comunista da 16mila euro al mese? Cosa c'entra gente così con i cassaintegrati, gli alluvionati, i terremotati?

Ecco, detto da chi lavora alacremente per la gloria del 74esimo uomo più ricco al mondo suona quasi come un messaggio di pentimento. Perché è davvero curioso come uno degli uomini più ricchi al mondo possa invece secondo Sallusti interpretare i bisogni di cassintegrati, disoccupati, terremotati, alluvionati e precari.

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