Russia: Microsoft, Skolkovo e i diritti civili in una democrazia incompiuta

jeremy polis russiaContinua la collaborazione tra polisblog e Jeremy Druker di tol.org, che questa settimana ci porta in Russia. E ci racconta di Microsoft e delle licenze alle ong, dei processi, e di come il colosso di Redmond da quelle parti abbia un grosso nemico oltre alla pirateria: Linux.

Le preoccupazioni dell'occidente sullo stato della democrazia in Russia non hanno fermato gli investimenti di giganti delle nuove tecnologie nell'ex terra dei soviet. Il 1° novembre scorso Microsoft ha annunciato di voler investire dieci milioni di dollari a Skolkovo, nelle intenzioni dovrebbe diventare una Silicon Valley moscovita.

L'accordo prevede che Microsoft si impegni a finanziare un centinaio di start-up russe con finanziamenti compresi tra i 50mila e i 500mila dollari. La buona stampa ricevuta dal colosso di Redmond è stata una sorpresa, visto la non calorosa accoglienza riservata ad altre iniziative in precedenza.

Un reportage del settembre scorso pubblicato dal New York Times ha mostrato come le autorità russe abbiano messo in atto una campagna contro gli attivisti per i diritti civili, utilizzando come sponda le leggi anti-pirateria, e tenendosi sempre stretta al proprio fianco Microsoft...

Le prove sono state raccolte nel corso di tre anni, nei quali le forze dell'ordine hanno progressivamente smantellato gruppi per i diritti civili con il pretesto delle accuse di pirateria informatica, ma hanno ovviamente ignorato organizzazioni apolitiche o filogovernative che commettevano gli stessi reati.

Gli avvocati di Microsoft in tribunale, erano ovviamente contro gli attivisti e i gruppi dell'opposizione, e Transparency International e Memorial, una ong russa che si occupa di diritti umani, hanno persino accusato i legali di Microsoft di lavorare fianco a fianco alla polizia per estorcere denaro agli imputati del processo.

Finché il NYT non ha svelato tutto, Microsoft aveva decisamente ignorato le richieste di chiarimenti da parte degli attivisti per i diritti umani, che chiedevano all'azienda fondata da Bill Gates di restare fuori da processi e da inchieste politiche.

Ora, Microsoft ha deciso di offrire licenze gratuite a ONG, organizzazioni per i diritti civili e altri media, legalizzando di fatto il software che precedentemente veniva utilizzato in forma "pirata". E questo programma non verrà applicato solo alla Russia, ma anche a molti stati dell'ex Urss – Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Kazakistan, Kirghisistan, Tagikistan, Turkmenistan, e Uzbekistan – e alcuni dell'Asia. E' una decisione molto importante, un momento cruciale.

In queste zone la pirateria informatica è la norma, le percentuali sono tra le più alte del mondo. Purtroppo gli ultimi vent'anni hanno mostrato come le autorità locali delle repubbliche confinanti con l'ex Urss abbiano preso dalla "casa madre" molti dei metodi con cui reprimere le opposizioni.

Per quanto arrivata in ritardo la mossa di Microsoft è da applaudire. Ora ci vorrà tempo per vedere come si comporterà Microsoft sul posto, se continueranno a seguire le direttive di Redmond o se agiranno in maniera più autonoma, magari diretta dal Cremlino. Le licenze dei programmi scadranno nel 2012, ma potrebbero essere estese.

Certo, ci sono molti dubbi: per esempio, come farà Microsoft a giudicare quali organizzazioni meritino licenze gratuite e quali no? Non sono tutte necessariamente "buone", composte da santi. Alcune che potremmo chiamare GoNGO (organizzazioni non governative, ma paradossalmente finanziate dal governo!) sarebbero da escludere.

Brad Smith di Microsoft ha spiegato che le licenze libere saranno disponibili per "organizzazioni di giornalisti, inclusi piccoli giornali e media indipendenti". Ma ancora una volta, chi giudicherà la loro indipendenza?

Ironia della sorte: il governo russo ha investito diversi milioni di dollari per un sistema open source Linux, per aumentare la sicurezza e risparmiare denaro, senza dover comprare software straniero, magari come quello di Microsoft - piuttosto singolare, visti i sorrisi e le pacche sulle spalle dopo Skolkovo!

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