I nonni italiani e la crisi economica

Già durante la campagna elettorale abbiamo provato a spiegare su queste pagine che lo Stato italiano spende troppo in pensioni, mentre si preoccupa poco di un welfare che è carente (se non proprio assente) su tantissimi altri fronti. Le reazioni (anche di voi users) sono state scettiche: sembra proprio che, nell’immaginario collettivo, la figura che viene più spesso associata alla parola “pensionato” sia quella di “poveri cristi over 60 che con 500/600 euro di pensione al mese vanno a mangiare alla mensa della Caritas”.

La realtà é invece ben diversa e una ricerca del Cerm (riportata recentemente da “Repubblica”) sembra confermare la correttezza delle nostre tesi. Secondo l’Osservatorio Terza Età infatti “i nonni aiutano il bilancio familiare (di figli e nipoti) con circa 7,5 miliardi di euro l’anno, grosso modo 54 euro al mese a testa (quasi il 9% della pensione)”.

Da parte sua, il Censis rileva che ben il 42% delle famiglie si avvale dell’aiuto dei nonni. Secondo gli economisti del Cerm infine questo aiuto economico è “improprio” perché “dovrebbero essere i giovani con il loro lavoro e il pagamento dei loro contributi a mantenere il nonno e non il contrario”. Invece, stando a dati di Federanziani, ben il 28% delle giovani coppie è costretto a farsi aiutare dai genitori in pensione.

Le nuove generazioni infatti – complice la crisi economica del nostro paese – vivono al di sopra delle proprie possibilità, erodendo i risparmi di quelle precedenti, che però non dureranno per sempre; per questo secondo Giuseppe De Rita (fondatore del Censis) i nonni possono soltanto tamponare la crisi, ma non ci salveranno. Le soluzioni ci sarebbero: ristrutturare il nostro sistema di welfare in favore di forme di sostegno moderne dei giovani, dei precari e delle famiglie, contenendo allo stesso tempo la spesa pensionistica.

Ma è abbastanza improbabile che questo avvenga, se si considera che il nuovo governo ha già annunciato di non voler toccare l’età pensionabile. D’altronde sarebbe strano che chi ci governa dimostrasse una tale lungimiranza se l’immagine del pensionato più radicata nel sentire comune è quella di un disperato che fruga nella spazzatura.

Chi fa ricerche su questi temi si trova spesso di fronte a paradossi come quello di giovani madri con figli piccoli che poste di fronte alla domanda “Sarebbe meglio se lo Stato investisse di più negli asili o se aumentasse le pensioni?” scelgono quest’ultima opzione.

Come spiegare questo paradosso? La parola a chi ci legge.

Foto: a town called malice

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