Elezioni in Iran: Rafsanjani escluso dalle presidenziali

Il Consiglio dei Guardiani non ha dato spiegazioni alle sue decisioni. Per Rafsanjani, avversario molto pericoloso perché su di lui avrebbero potuto confluire i voti dell'elettorato riformista e moderato, è stata usata la scusa dell'età.

Ex presidente escluso dalle elezioni

Colpo di scena nella corsa alle presidenziali in Iran. Il Consiglio dei Guardiani ha infatti escluso la candidatura dell'ex presidente Rafsanjani, che era uno dei 680 aspiranti alla successione di Ahmadinejad. L'organo fedele a Khamenei ha scremato i concorrenti a otto, praticamente tutti conservatori. Fuori dalla corsa anche Mashaei, tra i personaggi di spicco.

A questo punto, leggendo i nomi che sono rimasti, il favorito pare essere Sayyid Jalili, figura ben voluta da Khamenei e negoziatore sul nucleare. Merita il secondo posto il sindaco di Teheran Mohammed Baqer Qalibaf, poi ecco l'ex ministro degli Esteri Ali Akbar Velayati e l'ex presidente del Parlamento Gholam Ali Haddad Adel. Tra i conservatori considerati moderati, troviamo l'ex capo negoziatore per il nucleare Hassan Rowhani e l'ex ministro Mohammed Gharazi. I riformisti si affidano a un unico nome: Mihammed Reza Aref, vicepresidente ai tempi di Mohammad Khatami.

Il Consiglio dei Guardiani non ha dato spiegazioni alle sue decisioni. Per Rafsanjani, avversario molto pericoloso perché su di lui sarebbero potuto confluire i voti dell'elettorato riformista e moderato, è stata usata la scusa dell'età. Il portavoce del Consiglio, Abbas Ali Khaldokai, ha quasi preso in giro Rafsanjani parlando ad al-Alam tv: "Un candidato che vuole arrivare al vertice dell'amministrazione, ma che è capace di fare il proprio lavoro solo per poche ore al giorno, non può essere approvato".

Rafsanjani si era macchiato anche di un altro peccato grave agli occhi della Guida Suprema: aveva simpatizzato con l'ondata di proteste successive alla rielezione di Ahmadinejad. Nessun commento sull'esclusione di Esfandiar Rahim Mashaei, pupillo e consuocero del presidente uscente, ma considerato troppo liberale. Accusato dalla leadership spirituale dell'Iran di essere il fomentatore dell'allontanamento tra l'Ayatollah Khamenei e Ahmadinejad, viene pure considerato alla testa di una corrente deviata della Repubblica islamica. Mashaei ha annunciato ricorso contro "questa ingiustizia".

Le autorità iraniane hanno aumentato le misure di sicurezza a Teheran per prevenire scontri in seguito all'annuncio dei candidati ammessi. Sono 150 le unità anti sommossa dislocate nelle maggiori piazze della capitale. Mentre i cittadini hanno denunciato una completa disinformazione sulle presidenziali, dovuta al rallentamento del web e alla censura del regime, che ha oscurato diversi siti e portato in carcere alcuni giornalisti.

"Nel bloccare i siti web e portare l'accesso a Internet a passo d'uomo, le autorità iraniane stanno chiarendo che i loro cittadini non meritano le informazioni sulle elezioni", ha detto Sherif Mansour, coordinatore per il Medio Oriente e il Nord Africa dell'advocacy group per la libertà di stampa CPJ. "Che tipo di un'elezione è quando i giornalisti sono gettati in prigione e agli elettori viene negato l'accesso alle notizie?".

Foto | © Getty Images

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