Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente, Israele/Palestina: nessun accordo sul blocco degli insediamenti. Ancora nessun apparente passo avanti sulla moratoria degli insediamenti di coloni israeliani in Cisgiordania. Domenica il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva utilizzato gli aggettivi “promettente” e “costruttiva” in riferimento all'eventualità di un blocco di 90 giorni avanzata dal Primo ministro isrealiano Benjamin Netanyahu.

Tuttavia, ieri una fonte del Governo israeliano ha smorzato l’ottimismo dell’Amministrazione Usa. Netanyahu ha dichiarato che il Governo voterà a favore di un accordo per una nuova moratoria degli insediamenti solo se verrà soddisfatta una serie di condizioni. La fonte non ha tuttavia rivelato quali siano le condizioni richieste.

Il Segretario di Stato Hillary Clinton ha comunque definito le dichiarazioni di Netanyahu “un promettente passo avanti e un serio sforzo”.

La Clinton ha ribadito che gli Stati Uniti stanno lavorando a stretto contatto sia con l’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) che con il Governo israeliano al fine di “creare le condizioni per la ripresa di negoziati che possano condurre a una soluzione con due Stati e a una pace globale per la regione”.

La chiave per la ripresa delle trattative dirette, come abbiamo già scritto su queste pagine, passa per il blocco della costruzione di nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania. Un punto su cui l’Anp ha dichiarato di non essere disposta a cedere.

Americhe: Haiti, proteste di massa contro i peacekeeper dell’Onu. Dagli all’untore. Almeno è l’immagine che evocano le proteste che hanno avuto luogo nell’isola caraibica a seguito di una massiccia epidemia di colera che ha già causato la morte di più di 900 persone.

Prendi un popolo che vive nella miseria, aggiungi ' ulteriore miseria (unita a rabbia e frustrazione) per via del terremoto che ha devastato l'isola lo scorso anno e otterrai un cocktail esplosivo in cui l’unico ingrediente mancante è un solido capro espiatorio.

Capro espiatorio che ora è stato individuato nei peacekeeper nepalesi delle Nazioni Unite. Alcuni haitiani hanno accusato i nepalesi di aver introdotto il colera: una malattia che da un secolo non faceva la sua comparsa sull’isola. Le Nazioni Unite hanno affermato che non ci sono prove in merito, anche se il ceppo di colera riscontrato proverrebbe dall'Asia meridionale.

In ogni caso, la protesta degli haitiani è stata massiccia e violenta, con lanci di pietre ai caschi blu dell’Onu, che hanno dovuto rispondere con lacrimogeni per disperdere la folla. La radio locale ha fornito un bilancio di dieci feriti.

I dimostranti chiedono il ritiro dei peacekeeper dell’Onu e accusano il Governo di “lasciar morire la gente”. Nigel Fisher, il coordinatore degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, ha affermato che le recenti proteste hanno dimostrato come l’epidemia abbia superato i limiti dell’emergenza sanitaria per trasformarsi in un problema di sicurezza nazionale.

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