Ore 12 - Berlusconi è per "una" Camera. Newsweek: "Cultura dell'harem"

altroFra insulti e minacce, Berlusconi tenta una via d’uscita dal cul de sac.

Insulti ai finiani (“traditori”) e minacce a Fini (“Gianfranco non sa cosa l’aspetta”) come antipasto di un menù che prevede polpette avvelenate per tutti.

Riconfermato l’abbraccio di Bossi, il Cavaliere adesso teme più di tutti Giorgio Napolitano, che mai autorizzerebbe lo scioglimento di un solo ramo di un Parlamento che è composto da Camera e Senato.

Così, anche l’ultima via d’uscita sarebbe preclusa. E al premier, se sfiduciato anche solo alla Camera dei deputati, non resterebbe che l’ultima carta delle dimissioni e la richiesta del voto anticipato prima possibile.

Sul piano politico, è evidente che già oggi premier e governo sono sfiduciati. Costituzione alla mano, il gioco non è in mano al capo del governo, ma al capo dello stato. Napolitano, dopo le improcrastinabili dimissioni di Berlusconi, potrà verificare se c’è qualcuno della stessa maggioranza in grado di ottenere la fiducia in Parlamento.

Potrebbe essere lo stesso Berlusconi a fare il nome di Gianni Letta (o … Beppe Pisanu) creando in quel caso non pochi problemi nei campi avversari, specie nel Pd.

Ma se il Cavaliere non si schioda dalla sua roccaforte (“O fiducia o il voto”), Napolitano potrà affidare l’incarico a un esponente anche fuori dall’attuale maggioranza (Draghi?) che dovrà poi trovare i voti in Parlamento per varare il nuovo esecutivo “tecnico” per fare la nuova legge elettorale e poco più: poi al voto.

Fuori da queste due ipotesi c’è solo la fiducia piena alle Camere di Berlusconi o, in caso contrario, il voto subito, entro gennaio. Semplice? Come uscire dal labirinto di Cnosso. Intanto l’autorevole settimanale Usa Newsweek taglia corto: “Vergogna Berlusconi: disinteresse e cultura dell’harem”. Per gradire.

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