Ore 12 - Il gallo (Berlusconi) non abbassa la cresta. Pronto a spennare il Terzo pol(l)o?

altroNapolitano, che di fatto congela la crisi di governo per un mese, fa storcere il naso alle opposizioni.

Un mese è lungo quanto una legislatura, per una resa dei conti con il governo che non c’è ma con un premier chiamato Silvio Berlusconi che c’è e si farà sentire.

Non è solo il Pd di Bersani a ricevere una secchiata d’acqua gelata perché, a questo punto, la regola del … “vantaggio” può regalare al premier il tempo necessario (anche con la compravendita dei parlamentari) per arrivare dove vuole arrivare: no al governo tecnico, o fiducia o elezioni.

E’ lo strombazzato e fantomatico Terzo polo a rimanere a bagnomaria. Per ora, Fini, Casini, Rutelli, Lombardo, sono saliti sull’onda della crisi del Pdl e del Pd, i due partiti cardine dell’attuale bipolarismo. Ma già su questo, l’assetto bipolare, un abisso separa il leader di Fli da quello dell’Udc.

Cosa tiene uniti Fli, Udc, Api e Mpa se non il cartello del “no” a questo governo? Forse non tiene neppure il “no” a Berlusconi. Insomma, le distanze storiche, ideali, culturali, politiche e programmatiche non sono facili da colmare. Per non parlare delle (legittime) ambizioni personali dei rispettivi leader.

Qual è il contraccolpo politico ed elettorale se si arrivasse a una alleanza (seppur solo per un cartello di palazzo in grado di far eleggere un nuovo governo a tempo) tra questo Terzo polo e il Pd? Chi pagherebbe il conto alle successive e prossime elezioni anticipate?

Ci sono mille motivi per i quali Berlusconi meriterebbe di lasciare Palazzo Chigi. Ma non c’è (ancora) un motivo per cui dovrebbero essere questi (Terzo polo più Pd) a sostituirlo.

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