Nucleare: il via libera solo nel 2013 ma le Regioni non potranno opporsi


Il nostro quotidiano preferito, il progressista Libero (la cui lettura precede di un soffio quella dell'illuminato Giornale), dedica qualche riga e un poco di colore alla questione delle centrali nucleari di cui l'Itali sembra volersi dotare. L'argomento oggi compare su diverse testate, ma i numero di Libero sono piuttosto interessanti.

Pare infatti che l'Enel abbia rinviato a metà 2013 la decisione definitiva sugli investimenti da fare in materia e che, nel frattempo, 500 milioni di euro serviranno solo per gli studi e le ricerche (mentre tutto il giochino atomico costerà 18 miliardi). A quanto pare, quindi, la promessa del nostro Premier diversamente sincero di porre la prima pietra delle nuove centrali entro la fine della legislatura non troverà riscontro alcuno.

C'è poi da aggiungere che l'altro traguardo prefissato, cioè l'attivazione delle centrali nel 2020, sembra allontanarsi ulteriormente mentre entro la fine del 2011 il Governo dovrebbe indicare a Enel almeno 3 siti dove realizzare gli impianti nucleari. E non sarà una scelta facile: stando al sondaggio pubblicato oggi da Repubblica, infatti, l'ostilità verso il nucleare valica i confini elettorali.

Stando alla Ipsos, il 62% degli italiani sarebbe contrario alla riaccensione dell'atomo: una percentuale che è andata aumentando tra il 2008 (35%) e il 2009 (49%). Gli elettori del Pd sono quelli più avversi alle nuove centrali (solo il 19% di loro è favorevole) mentre solo il 45% degli elettori del Pdl sarebbero ancora d'accordo con la scelta atomica di Silvio.

Una via nucleare al liberismo che non potrà trovare ostacoli nella legislazione regionale: la Corte costituzionale a depositato le motivazioni della sua sentenza, spiegando che le Regioni non possono sottrarsi a scelte in materia energetica assunte a Roma, avendo dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale. Quindi tutte le norme approvate per bloccare la costruzione di nuove centrali sono inefficaci e sarà il Governo a scegliere liberamente i siti per la costruzione delle mitiche centrali di ultima generazione.

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