Trattativa Stato-Mafia: la revoca del 41bis ai mafiosi durante il Governo Ciampi


Siamo nel 1993, in piena epoca di attentati e stragi mafiose, e la sempre negata trattativa fra lo Stato italiano e la cupola mafiosa prende piede. A rivelarlo, alla Commissione Antimafia, è il Ministro della Giustizia dell'esecutivo Ciampi (in carica tra il 1993 e il 1994) Giovanni Conso.

Fu lui a decidere di cancellare, con uno incredibile colpo di spugna, ben 140 decreti di «carcere duro» per i superboss mafiosi proprio come da richiesta dei vertici di Cosa Nostra per far cessare l'escalation degli attentati. Era proprio il 41bis, la norma che fermava il controllo dei boss sugli affari direttamente dalle prigioni, che aveva portato i mafiosi a scatenarsi mettendo bombe a Roma, Firenze, Milano.

Conso, ex Presidente della Corte Costituzionale e componente del Csm, si difende dicendo che fu una decisione solitaria, finalizzata a contenere l'offensiva stragista della mafia (che infatti si fermò). Chi decise di fare quella trattativa? E chi sapeva dell'atto del ministro? E come mai per 17 anni quell'atto è rimasto nascosto negli archivi del ministero?

Eravamo nell'epoca dei governi tecnici, sostenuti con i voti del centrosinistra e questa linea di cedimento dello Stato fu decisa in un comitato nazionale per l’ordi­ne e la sicurezza. La fermezza, tanto sbandierata, dopo gli attentati a Falcone e Borsellino non fu quindi seguita ma anzi ci fu una scandalosa retromarcia e accettazione delle richieste dei mafiosi.

Come mai non si parla abbastanza di questa vicenda? Come mai i protagonisti di governo di quel periodo, come Ciampi, non vengono sentiti a proposito di queste rivelazioni? Come mai in tv nessuna trasmissione se ne occupa?

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