Fra poco il videomessaggio di Fini. Berlusconi gioca con tre carte

Tre, sono i cardini dell’azione di Berlusconi fino alla data fatidica del 14 dicembre.

Punto primo: “O la fiducia o il voto”. Punto secondo: recuperare il gap alla Camera con il “mercato delle vacche”. Punto terzo: se il governo cade, incolpare di tutto Fini, il “traditore” e “l’irresponsabile” che si getta nelle fauci della sinistra.

E Fini, proprio oggi pomeriggio dirà la sua con un atteso videomessaggio, non in politichese. Si spera.

Uno solo è il punto su cui il leader di Fli fa ruotare la sua strategia del “logoramento” del premier. Fini non cade nella trappola del “governicchio” dell’ammucchiata antiberlusconiana.

Gioca la carta unica e pesante di un governo costituzionale di emergenza per far fronte alla grave crisi economica, non solo per cambiare la legge elettorale.

Un esecutivo del “presidente”, di alto profilo, con alla guida un uomo super partes del livello di Mario Draghi su cui (dopo l’eventuale mandato del capo dello Stato) far convergere i voti di tutte le forze responsabili. Altro che ribaltone!

“Sparare” sul governatore di Bankitalia sarebbe allora come sparare sulla Croce Rossa in tempo di guerra e Berlusconi e Bossi si troverebbero davvero a mal partito.

Fini non vuole scorciatoie, ecco perché si defila dalla sfiducia a Bondi del 29 novembre. La tela è quasi pronta. Si aspetta solo il d-day del 14 dicembre.

Dopo di che a Berlusconi non resta che la carta delle elezioni. Napolitano permettendo. Stavolta, chi perde paga. E paga tutto.

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