Servizio Pubblico, puntata 23 maggio 2013: la diretta di PolisBlog

Su PolisBlog la diretta della puntata del 23 maggio 2013 di Servizio Pubblico.

00.12 Finisce la puntata.

Servizio Pubblico, puntata 23 maggio 2013
00.11 De gustibus.

00.09 Caso Report.

00.08 Napolitano o Provenzano?

00.07 Le vignette di Vauro.

00.02 Pubblicità.
23.58 Ancora spazio al pentito Santino Di Matteo.
23.57 Il democratico cita anche Zagrebelsky, che ha evidenziato il rischio che Berlusconi faccia cadere il governo sfruttando la questione dell'ineleggibilità.
23.55 Veltroni: "L'errore vero della sinistra è non aver fatto la legge sul conflitto di interessi".
23.54 Veltroni difende la scelta di non pronunciare il nome dell'avversario ricordando che anche Hollande ha fatto lo stesso.
23.50 Veltroni: "Berlusconi si alimenta dell'antiberlusconismo". Travaglio contesta l'affermazione e chiede al democratico una sola legge fatta contro il Cavaliere. Veltroni cita la manifestazione di Cofferati che avrebbe portato alla fine del governo Berlusconi. Travaglio smentisce e ricorda che nel '94 l'esecutivo cadde per Bossi e che la manifestazione di Cofferati risale al 2002 e non provocò la fine di nessun governo.

23.47 Innocenzi rimprovera a Veltroni una scarsa opposizione da parte del centrosinistra nei confronti di Berlusconi e tira in ballo la questione della ineleggibilità.
23.45 Veltroni ribadisce che non c'era alternativa al governo Letta. Poi contesta a Travaglio di generalizzare, dimenticando che molti sindaci di centrosinistra lottano contro le organizzazioni malavitose.
23.43 Il giornalista: "Un governo come questo non può permettersi la lotta alla mafia".
23.41 Travaglio: "La trattativa è servita per creare grosse carriera a destra e a sinistra. Questo governo è l'apoteosi del non detto. Tutto quello che diceva la sinistra su Berlusconi è stato ruminato fino a scomparire".

23.37 Dell'Utri nega l'episodio in questione e nega che la mafia puntasse solo su Forza Italia. Poi smentisce di aver incontrato non solo i Graviano, ma anche Ciancimino come qualcuno sostiene.

23.36 La testimonianza di Franco Di Carlo, altro pentito di mafia. Che tira in ballo Dell'Utri, che avrebbe incontrato i fratelli Graviano.

23.30 Pubblicità.
23.27 Veltroni: "La mafia ha bisogno della politica; chiuso un ciclo, ne ha cercato un altro". Poi cita i casi Scarantino e Gullotta.
23.24 Vespa lascia lo studio perché in onda su Rai1.
23.23 La testimonianza di Massimo Ciancimino, il quale assicura che il padre si fidava di lui al punto da averlo indicato come erede.

23.20 Travaglio: "Questi signori sanno benissimo che nel momento in cui volessero collaborare esploderebbero all'istante. Per questo, pur ridotti così, non parlano".
23.18 Il primo video risale a maggio 2012, il secondo a dicembre 2012. Per Vespa lo Stato non può essere spietato e non deve tenere Provenzano in queste condizioni al 41bis:

Io mi vergogno a vedere queste cose, da cittadino.

23.16 Provenzano senior farfuglia di legnate, ma poi si smentisce dicendo di essere caduto da solo.

23.14 Le immagini del nuovo incontro in carcere tra il figlio e il padre.

23.12 Santoro fa sapere a Veltroni che Pomicino ha chiamato per sfidarlo sul tema della corrente andreottiana della Dc. Travaglio e il conduttore ironizzano su Formigli, facendo riferimento al precedente del confronto con Grasso.
23.10 Alfano spiega che i poliziotti le dissero che la loro conversazione era stata registrata. Poi racconta che a luglio quando andò di nuovo a trovarlo le condizioni di salute di Provenzano erano peggiorate.
23.08 La testimonianza di Sonia Alfano.

Era molto preoccupato. Rimase in silenzio. Quando gli chiese perché non prendesse in considerazione l'ipotesi di collaborare, lui mi rispose: "È fattibile? Non voglio mandare al massacro nessuno, né i miei figli né lei".


23.07 Veltroni: "Provenzano il giorno che decidesse di parlare potrebbe aiutare il Paese". Il democratico è più ottimista di Travaglio sul fatto che ancora oggi Provenzano possa essere utile.
23.05 Veltroni ammette che è una "storia strana" questa; poi ricorda che Sonia Alfano dopo averlo incontrato un annetto fa capì che avesse voglia di parlare.
23.04 Travaglio nota che a Provenzano, non appena fece intendere di voler collaborare, sono successe molte cose, tra cadute e presunti tentativi di suicidi.
23.02 Dalla cella di Provenzano effettivamente è stato tirato fuori una busta di plastica.
22.58 Le immagini di Provenzano in carcere, mentre parla col figlio. Il boss non ricorda di aver provato a suicidarsi in carcere.

22.57 Gisella aggiunge: "Queste antenne saranno messe in una zona altamente sismica".
22.56 Gisella:

Noi da sole non possiamo farcela. Abbiamo bisogno dello Stato, che se ne parli in Parlamento.

22.54 Le mamme in studio osservano che c'è anche un problema di ambiente e di paesaggio.

22.52 In studio c'è una mamma, Concetta, che spiega che la protesta è nata anche perché i cittadini vogliono poter decidere quello che succede nel proprio territorio:

Abbiamo un malato per famiglia. O, chi non lo ha, è colpito economicamente.

Poi l'attacco a Crocetta:

Inizialmente ci ha appoggiati, poi se ne è lavato le mani. M5S e SEL si battono al nostro fianco.

22.50 Le mamme temono che le antenne possano provocare gravi problemi di salute.

22.49 In onda un servizio che racconta la battaglia di alcune decine di mamme contro il Muos, le antenne militari nella base americana di Niscemi.
22.43 Pubblicità.
22.41 Intanto scopriamo che Mancino chiederà lo stralcio della sua posizione quando lunedì inizierà il processo sulla trattativa Stato-mafia.
22.41 Veltroni è favorevole ad un assetto semipresidenziale, con la necessità di mettere mano con una legge al conflitto di interessi.
22.38 Per Veltroni era necessario un governo del Presidente. Il democratico quindi considera il governo Letta un'eccezione, non un elemento ordinario.
22.35 Il governo Pd-Pdl in questo momento era la soluzione migliore o peggiore?
22.34 La relazione di servizio fatta dai carabinieri non portò a nulla di concerto. Il covo, protetto da uomini armati, non fu messo sotto sorveglianza. Allora il comandante era Sottili.
22.31 Un carabiniere che per anni ha lavorato alla cattura del boss di Corleone racconta come il covo dove poi venne arrestato nel 2006 Provenzano, Montagna dei Cavalli, fosse stato già individuato cinque anni prima.

22.29 Vespa racconta che Parisi, allora capo dello Polizia, parlò di bombe che stabilizzavano (quelle delle stragi) e di altre che erano pericolose.
22.28 Vespa rammenta che Falcone era osteggiato anche dai colleghi magistrati:

Lui era un uomo disperatamente solo.


22.23 Veltroni: "Quello che ha reso Falcone grande è a che accusava le persone in base ai dati. Penso di poter parlare per te se dico che Ciampi, Napolitano, D'Ambrosio la mafia l'hanno combattuta".
Travaglio: "Parla per te, io non ho questa convinzione. Se non parlava Ciancimino e Spatuzza questi non avrebbero detto una parola sulla trattativa.".
22.21 Travaglio rimprovera a Veltroni di voler santificare tutti, però "alla fine questa trattativa chi l'ha fatta, chi l'ha autorizzata. I mafiosi l'hanno raccontata, mentre gli uomini dello Stato la hanno nascosta".
22.20 Veltroni difende Napolitano: "Cossiga e Scalfaro si rivolsero al governo quando chiamati a testimoniare dai magistrati, Napolitano invece ha detto sì". Il democratico poi ricorda che Falcone era osteggiato anche dalla sinistra.
22.17 La lettera scritta da D'Ambrosio al presidente Napolitano per scusarsi di fatto per averlo coinvolto nella questione legata alla trattativa Stato-mafia.

22.16 Parisi confermò l'incontro, ma non i contenuti di esso.
22.16 Le parole di un poliziotto dopo la strage di via D'Amelio. Borsellino poco prima incontrò a Roma il capo della polizia per parlare della sua scorta.

22.13 Il pentito nel 93 raccontò che un telecomando come quello usato per le stragi fu consegnato ai fratelli Graviano.
22.11 Di Matteo racconta che il figlio fu rapito dopo due mesi che iniziò a collaborare.
22.09 Di Matteo ricorda gli ultimi giorni di Antonino Gioè, poi suicida perché aveva paura per la sua famiglia.

22.06 In studio c'è proprio Santino Di Matteo, il pentito di cui prima abbiamo ascoltato le dichiarazione. Grazie alla sua collaborazione, i magistrati hanno capito molto di più della strage di Capaci.
22.03 Si parla di Cosimo D'Amato, pescatore siciliano oggi condannato all'ergastolo per aver procurato il tritolo usato per la strage di Capaci.

21.57 Pubblicità.
21.58 Veltroni ammette che c'erano uomini di partito che collaboravano con la mafia per ottenere consensi.
21.56 Veltroni ritiene che ci sia stata una trattativa Stato-mafia, ma si interroga su quali siano stati i livelli interessati.
21.54 Veltroni spiega che non ha mai avuto risposte sul perché la casa di Ciancimino non fu messa sotto sorveglianza.
21.53 Veltroni ricorda che D'Ambrosio ha lavorato con Falcone e dice di non avere dubbi alcuni su Napolitano.

21.50 Vespa non crede che Mancino non sapesse del provvedimento di Conso che a novembre avrebbe fatto decadere il 41bis per 400 mafiosi circa:

Mi sento di escludere che Conso da solo si assumesse una responsabilità del genere senza la copertura del ministro degli Interni.

21.48 Vespa: "Mancino mi ha detto che non chiese l'avocazione. E ha detto che ha avuto 4 telefonate con Napolitano, due fatte, due ricevute".

21.47 Travaglio sottolinea come il Quirinale abbia tentato di spingere affinché la linea Caltanissetta (non tirare in ballo politici) venisse seguita anche nel processo sulla trattativa Stato-mafia.
21.46 Travaglio osserva che gli uomini dello Stato finora hanno mantenuto omertà, mentre a parlare sono soltanto i pentiti di mafia e Massimo Ciancimino.
21.44 Per Travaglio, Mancini chiese nel 2011 soccorso al Quirinale perché capì di rischiare di finire sotto indagine. Il giornalista nota che Mancini parlò con tono ricattatorio con D'Ambrosio.
21.42 La telefonata tra D'Ambrosio, consulente giuridico del Presidente Napolitano, e Mancino su Piero Grasso.

21.41 Agnese a registratore spento ha rivelato a Ruotolo che i figli di Borsellino il giorno dopo la sua morte recandosi al suo ufficio videro che tutti i cassetti di Paolo erano stati svuotati.
21.38 Agnese ribadisce che la strage di via D'Amelio fu anomala e a tal proposito chiede chiarezza:

Spero ancora che ci possano essere persone che si redimono e che dicano stracci di verità.

21.37 L'intervista di Ruotolo a Agnese Borsellino. Sul marito:

Era convinto che la sua morte avrebbe scosso tutte le coscienze.


21.35 Veltroni: "La mafia ha sempre avuto un rapporto con lo Stato italiano, in particolare con la Democrazia Cristiana".
21.34 Veltroni ricorda che la mafia cambiò strategia, scegliendo di mettere in atto una strage in Sicilia.
21.32 Veltroni sottolinea che quello di Preiti non è stato un gesto di un disperato, ma ci sono molti elementi che fanno pensare che sia stato tutto premeditato.
21.31 Santoro nota che questo periodo somiglia molto a quello del 92-93 e chiede a Veltroni se esiste il pericolo che ritorni lo stragismo.
21.28 Il figlio del pentito fu sequestrato quando Bagarella, Brusca e altri mafiosi vennero a sapere della sua collaborazione con lo Stato. Poi fu strangolato e sciolto nell'acido.
21.28 Il pentito ricorda il suicidio di Antonino Gioe e di quando, subito dopo, decise di collaborare con i magistrati.
21.24 Il pentito, che fece le prove di velocità con la macchina, al momento della strage di Capaci non era sul posto, ma apprese del fatto direttamente da Giovanni Brusca. Fu arrestato nel giugno del 1993.

21.22 L'intervista di Ruotolo a un pentito della mafia che partecipò alla riunione in cui si organizzò l'omicidio di Falcone. Si chiama Santino Di Matteo.
21.22 Inizia la puntata vera e propria.
21.21 Santoro cita anche Don Gallo, quindi chiama a centro studio Vauro.

21.18 "Lo Stato ha ceduto una parte della sua sovranità alla mafia". Santoro poi ricorda che lo Stato non può calpestare nemmeno la dignità di Provenzano:

Falcone amava lo Stato che non conosce la parola vendetta.

21.17 Il conduttore ricorda gli anni degli attentati della mafia, svelando di non aver mai voluto cambiare le sue abitudini anche dopo l'attentato a Maurizio Costanzo.

21.15 Inizia la puntata. Sulle note di Io non ho paura di Fiorella Mannoia entra in studio Michele Santoro.

Questa sera Michele Santoro a Servizio Pubblico discuterà con il collega Bruno Vespa, con l'esponente del Pd Walter Veltroni (che in passato ha fatto parte della commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere) e con l’inseparabile Marco Travaglio, vicedirettore de Il fatto quotidiano, di mafia e della presunta trattativa con lo Stato.
Nel corso della puntata del talk show in onda su La7 - e che PolisBlog seguirà in tempo reale dalle 21.10 - saranno trasmessi alcuni documenti inediti: le immagini di Bernardo Provenzano registrate lo scorso dicembre dalle telecamere di sorveglianza del carcere di Parma (di cui una parte già trasmesse in anteprima dal TgLa7 di Mentana) e la testimonianza di un carabiniere che per anni ha lavorato alla cattura del boss di Corleone e che racconta come il covo dove poi verrà arrestato nel 2006 Provenzano, Montagna dei Cavalli, fosse stato già individuato cinque anni prima.
Inoltre sarà mandata in onda anche l’ultima testimonianza di Agnese Borsellino raccolta, prima della sua morte, da Sandro Ruotolo.
In studio ci saranno anche Giulia Innocenzi e Gianni Dragoni, penna de Il Sole 24 Ore.
In chiusura di puntata, intitolata È stato la mafia, le vignette satiriche di Vauro.

Servizio Pubblico, puntata 23 maggio 2013

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