L'Italia che non si piega: il 1° congresso delle Federazione della sinistra

C'è un'Italia che non si piega. E probabilmente non si spezza. È quella che la nascente Federazione della sinistra (una fusione fredda e per ora mal riuscita tra Prc e Pdci) si propone di incarnare e di rappresentare, avviandosi a consolidare questo "nuovo" progetto politico. L'appuntamento è per il prossimo weekend a Roma, dove si svolgerà il Primo congresso della Federazione.

Le prospettive per la creatura rossa non sono delle più favorevoli. L'unione tra i due partiti comunisti, nati dalla gloriosa storia delle scissioni sotto la falce e martello, non gode di buona salute e le due sigle convivono a malincuore in molti territori. Il processo unitario è stato imposto dai dirigenti nazionali dei due partiti e rappresenta sicuramente una prospettiva inevitabile. Ciononostante il risultato non è stato soddisfacente, come dimostrano i risultati elettorali e i sondaggi che danno al Federazione intorno al 2 per cento.

Questo progetto politico soffre poi, in modo sempre più evidente, della concorrenza a sinistra di Sinistra e libertà, che ha fagocitato alcuni dirigenti del Prc e soprattutto sfrutta un leader credibile e moderno (con tutti i limiti del caso) per macinare consenso. In questo quadro lo spazio per la Federazione è davvero esiguo, anche perché la prospettiva unitaria dovrà inevitabilmente concludersi con il ritorno di tutti i transfughi sotto una stessa bandiera: sempre rossa, ma europea e degna del XXI secolo.

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