Fini "rassicura": "Nessun ripensamento. Se Silvio non cambia, sarà sfiducia"

Fa tutto da solo, Gianfranco Fini. Dopo avere scassato il partito del “predellino” e aver disseminato di mine il percorso del governo e del suo premier, il videomessaggio di ieri è stato letto come un “dietrofront”.

Un lanciare il sasso e ritirare la mano, almeno rispetto alla sfiducia verso Berlusconi, annunciata per il 14 dicembre alla Camera. Ma non pare sia così.

Lo stesso leader di Fli ha parlato di un “pit stop” e non di uno “stop and go” (tanto meno di uno stop), cioè quel gioco del cerino che aveva dominato la scena nelle ultime settimane.

Poi nella giornata odierna, dopo che i militanti di Fli protestavano nel web con Fini per il videomessaggio che rischiava di “farci perdere la faccia”, la precisazione ultima di Italo Bocchino: “Nessun passo indietro. O Silvio cambia linea o sarà sfiducia”.

Come dire, non c’è nessun ripensamento di Fini, tocca a Berlusconi dire sì alle nostre richieste, altrimenti Fli lo sfiducerà il 14 dicembre. Chiaro? Limpido.

Nel senso che il cerino torna in mano al premier. Il quale, ovviamente, non cederà a nessuna richiesta di Fini. Per cui, ovviamente, il pollice verso dei finiani è scontato. Forse.

Mai dire mai. Il teatrino continua. Anche la crisi politica. Di quella economica si interessano gli italiani. Stringendo la cinta.

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