Fini va diritto nella bocca del lupo ...

Più che al giro del cerino si assiste al gioco dell’oca. E qualunque sia il gioco, pare proprio che il pallino resti in mano a Silvio Berlusconi. Perché?

Perché la strategia del logoramento messa in atto da Gianfranco Fini dopo la spaccatura del Pdl si sta rivoltando proprio contro il leader di Fli e anche contro le opposizioni, Pd in testa, attendisti e solo comprimari.

La partita è tutta dentro il perimetro della destra con Fini che oramai sta danzando su una corda tesa, senza più sotto alcun tappeto. Di fatto, i contorcimenti del presidente della Camera stanno favorendo il premier.

Per ancora tre settimane, e verosimilmente per un periodo ben più lungo, il Paese sarà senza governo. Lasciare a bagnomaria la crisi politica di Berlusconi e della maggioranza sta facendo il gioco del Cavaliere.

Se FLI avesse fin da Mirabello dichiarato l'uscita dalla maggioranza, la crisi di governo, già nelle cose da mesi, sarebbe diventata fin da allora una realtà, il 5 settembre. Berlusconi avrebbe dovuto salire al Quirinale e rassegnare le dimissioni, un atto costituzionalmente dovuto in mancanza di una maggioranza anche in una sola delle due Camere.

A quel punto il Capo dello Stato avrebbe potuto fare solo due cose: o rimandarlo alla Camera per verificare attraverso il voto il fatto che il suo governo non aveva più la maggioranza, o aprire subito le consultazioni; anche nella prima ipotesi, dopo pochi giorni, questo sarebbe stato lo sbocco: consultazioni e ricerca di un presidente del consiglio in grado di formare una nuova maggioranza.

Oggi è diventato tutto più difficile, sia per Fini (e il cosiddetto Terzo polo), che per il Pd. L’agognato governo “tecnico” è oramai un miraggio. L’unica certezza sembra il ricorso al voto in primavera. Come dire: Fini e amici e compagni vanno diritti nella bocca del lupo.

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