Recensioni: "La rivincita del Nord", l'ultimo libro sulla Lega Nord di Roberto Biorcio


Di Lega Nord avevamo parlato con Roberto Biorcio (docente di Scienza politica dell'Università di Milano-Bicocca) circa un anno e mezzo fa, con un'intervista in due puntate per polisblog. In queste settimane esce nelle librerie il suo nuovo libro sul Carroccio "La rivincita del Nord", a 13 anni di distanza da "La Padania promessa" (1997).

Diversamente da altri volumi sulla Lega comparsi recentemente (e puntualmente recensiti su queste pagine) come "Romanzo Padano" e "Razza Padana", l'autore non è un giornalista, ma un accademico, e la differenza si sente.

Non tanto nello stile di scrittura, che è del tutto accessibile, ma nello sforzo di andare oltre alla cronaca delle mosse del partito e alle "biografie esemplari" dei suoi leader, per cercare di esaminare criticamente alcuni luoghi comuni sul Carroccio.

"Vince perchè è radicata nel territorio", "Il suo razzismo è quello degli italiani", "Gli operai ormai votano Lega", "E' un'anomalia del tutto italiana", ". E' l'unica che ha capito la questione settentrionale": affermazioni che sono diventati altrettanti slogan preconfezionati, che i giornalisti ripetono meccanicamente quando si parla di Bossi & co.

Biorcio cerca di esaminare criticamente questi assunti, con l'obiettivo di smentirli, confermarli o precisarli a seconda dei casi. Il volume è dunque estremamente utile per "mettere ordine" nel discorso sulla Lega e sulla sua storia, che ha visto l'alternarsi tra periodi di forte affermazione elettorali (1992, 1996 e 2008-2010) e altri di stagnazione del consenso.

Non aspettatevi però da "La rivincita del Nord" rivelazioni eclatanti o scoperte sociologiche che si prestino ad affermazioni ad effetto. L'eccezione (che conferma la regola) è costituita dal gustoso paragrafo "I paradossi del nordismo della Lega" in cui viene mostrato - dati alla mano - come gli elettori della Lega siano culturalmente più simili agli odiati meridionali che alla media delle regioni del Nord.

I leghisti risultano infatti, rispetto al resto dei settentrionali, più tradizionalisti e autoritari, ma anche meno universalisti, meno benevolenti e fiduciosi verso il prossimo e più chiusi rispetto ai diritti civili individuali: tutte caratteristiche che si avvicinano paradossalmente a quelle dell'elettorato meridionale.

In sintesi un volume agile e ben documentato che può essere utile a chi vuole farsi un'idea chiara e non sensazionalistica di quello che l'ormai trentennale fenomeno Lega ha rappresentato nella storia del nostro paese. Consigliato a chi avrebbe voluto studiare scienze politiche, ma poi per qualche motivo nella vita ha fatto altro.

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