Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Asia: nuove tensioni tra le due Coree. Aggiornamento ore 11.20: il bilancio delle vittime sudcoreane è salito a tre morti. Ferma condanna degli Stati Uniti.

Il nuovo incidente di confine è avvenuto alle 4.30 di questa mattina (14.30 ora locale). Fonti ufficiali parlano di dozzine di colpi d’artiglieria sparati da una postazione nordcoreana contro l’isola Yeonpyeong, situata vicino al conteso confine marittimo tra la Corea del Nord e quella del Sud.

L’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap parla di quattro soldati sudcoreani feriti. Il ministro della difesa di Seul ha affermato che la Corea del Sud ha attivato il massimo stato di allerta in tempo di pace come risposta all’incidente.

L’episodio ha alzato il livello di tensione causata alcuni giorni fa dalle dichiarazioni del regime di Pyongyang, che ha rivelato al mondo di aver sviluppato un moderno impianto di arricchimento dell’uranio in grado di sviluppare la realizzazione di armi nucleari.

Medio Oriente: Israele, nuova legge sul ritiro dai territori occupati. Più precisamente, la legge votata ieri dalla Knesset (il parlamento israeliano) si riferisce ai territori occupati già annessi allo Stato di Israele, ossia le alture del Golan (contese con la Siria) e Gerusalemme Est.

La nuova norma stabilisce che il ritiro da questi territori possa essere votato esclusivamente da una maggioranza di due terzi del parlamento o da un referendum popolare. L’approvazione della nuova legge è stata fortemente appoggiata dal Premier israeliano Netanyahu e rischia di compromettere ulteriormente i negoziati diretti tra Israele e Autorità nazionale palestinese.

Come già raccontato su queste pagine, la questione delle colonie israeliane nei territori occupati e, in particolare, a Gerusalemme est, è la vera discriminante per l’esito delle trattative di pace.

Netanyahu ha difeso la nuova legge dichiarando che “ogni accordo di pace richiede un ampio consenso nazionale”. Ha inoltre aggiunto di confidare che l’opinione pubblica israeliana, definita “coinvolta, informata e responsabile”, sarà in grado di sostenere “un accordo di pace che risponda agli interessi nazionali e alle esigenze di sicurezza dello Stato di Israele”.

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