Rifiuti e Campania: un problema irrisolvibile parte prima. La raccolta differenziata


Vediamo di fare il punto sulla perenne emergenza rifiuti in Campania, la questione intorno alla quale al momento si sta muovendo l'intera situazione politica italiana. Anche la querelle Carfagna-Mussolini-Bocchino e la definizione ministeriale di "guerra tra bande" riferita alle correnti Pdl in regione nascono da qui.

La storia. La regione, così come il comune di Napoli, è stata governata a lungo dal centrosinistra, che di trovare una soluzione se n'è infischiato. Da poco è arrivato al potere il centrodestra ma di miglioramenti per ora neanche l'ombra. Perché? Perché è una questione impopolare. La cittadinanza non vuole sentirne parlare e al voto punirebbe chiunque cercasse di risolvere il problema, inoltre intorno all'emergenza girano un sacco di soldi che fanno gola a tanti. Dunque risolverla non conviene ai comitati d'affari che girano intorno a tutti gli schieramenti.

E pensare che la soluzione ci sarebbe, ma forse è troppo semplice per essere messa in pratica. Bisogna realizzare almeno tre termovalorizzatori, tenendone fuori le mafie di ogni genere (quindi non soltanto la solita camorra) e realizzare la raccolta differenziata. Il primo progetto giace fermo sul problema dell'affidamento (regione o province? e in tutti e due i casi chi si fida?) per non parlare del secondo aspetto. Sulla raccolta differenziata stendiamo un pietoso velo.

Basterebbe raggiungere il 50% di differenziata in ogni comune campano, come chiaramente prescritto dalla legge e messo in pratica in (quasi) tutto il resto del paese per risolvere una grossa fetta d'emergenza, ma... nessun comune della Campania o quasi se ne occupa, e basta guardare i sacchi della monnezza fotografati per le strade di Napoli per accorgersene.

E allora perché non cominciamo a sciogliere tutti quanti i comuni, amministrati da destra o da sinistra chissenefrega, che non hanno ottemperato alle leggi in materia? Ecco il primo segnale da dare, ma purtroppo l'attuale governo Berlusconi non ha più la forza per farlo, e quando l'aveva non ne aveva la voglia. Questo è la Campania oggi.

Per gli aspetti più tecnici del problema vi rimandiamo alla seconda parte.

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