Rifiuti e Campania: un problema irrisolvibile parte seconda. La mentalità popolare e i termovalorizzatori

spazzatura napoliu landoniDopo aver accennato alle responsabilità degli enti locali e alla chiara volontà di non voler provvedere alla realizzazione della raccolta differenziata, ottemperando alla legge, passiamo alla questione che agita i corridoi più o meno oscuri della politica campana e nazionale. I termovalorizzatori.

Ma prima un accenno alla mentalità generale, di cui d'altronde la classe politica è espressione. La cultura diffusa in regione è che "se protestiamo alla fine ce la danno vinta". Questo si è visto anche nelle settimane scorse, quando ai facinorosi che inquinavano le manifestazioni di piazza a Terzigno è stato permesso di bruciare camion e combinarne di ogni genere senza (quasi) mai intervenire.

Nessuno vuole la discarica vicino a casa e quindi le discariche non si fanno. Anche i dietrologi argomentano che non è giusto costruirla in quel dato posto perché ci sono gli allevamenti di bufale o i campi agricoli o una zona turistica o i bambini che vanno a scuola o il sito storico dove sbarcarono i marziani. E c'è sempre un ipotetico piano (inevitabilmente nebbioso) che avrebbe dovuto essere fatto, ma non è stato fatto, dove le discariche stavano in un posto ottimo (che non viene specificato) ma per interessi della politica o della camorra si preferisce situarlo vicino agli allevamenti di bufale ecc. ecc. (non ripeterò l'elenco).

Certo, è vero che è tutto uno schifo e che le discariche sono in condizioni disastrose, ma saranno meglio i sacchetti di monnezza per la strada? Anche da lì passano i bambini per andare a scuola, o no? Ma chiaramente vi si risponderà che la discarica va fatta in un altro posto, e i sacchetti di spazzatura... pure. Vanno mandati da un'altra parte (dove? boh. Secondo Saviano al nord per par condicio). Ovunque tranne che là, perché ci sono le bufale ecc. ecc.

Chiarita la mentalità di base, che poi non è diversa da quella egoistica di ogni luogo d'Italia, solo che altrove si è andati avanti lo stesso facendo scelte impopolari anche a costo di perdere le elezioni (vedi Bergamo a metà anni 90) si può già capire a quali opposizioni stia andando incontro il progetto dei tre termovalorizzatori. E il perché nel rimpallo di competenze tra province e regioni il ddl non sia ancora giunto sul tavolo del Presidente Napolitano, che se n'è giustamente lamentato.

Come le discariche anche i termovalorizzatori non li vuole nessuno perché ci vanno i camion che puzzano, sono brutti, eccetera eccetera. Vanno bene, ma non vicino a casa. Inoltre tutti tremiamo all'idea degli appalti e della classe politica che dovrebbe gestire un giro d'affari di 150 miliardi di euro (minimo). Siamo pur sempre nella regione di Cosentino, Bassolino, Russo Iervolino... come si vede è tutto molto bipartisan e come già detto non c'è nè la forza politica nè la voglia di risolvere una questione che voti non ne porta, anzi...

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