Paolo Romani: canone Rai obbligatorio se paghi la corrente elettrica

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Paolo Romani, Ministro per lo Sviluppo Economico ha spiegato questo al Corriere:

«A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verrà chiesto di pagare il canone, perché, ragionevolmente, se uno ha l'elettricità ha anche l'apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà»

Non accadrà mai, vedrete che è una boutade: ridicola, assurda, ma quello è. Figurarsi... però questa balzana idea di far pagare il canone solo perché si possiede una fornitura di energia elettrica ci permette di riprendere in mano la biografia di Paolo Romani, personaggio controverso e a detta di molti inadatto a portare sulle spalle il peso dello sviluppo dell'azienda Italia.

Perché? Perché ha principalmente alle spalle una serie di fallimenti, come spiegato su Società Civile. E anche molto altro...

Vediamo cosa scriveva Gianni Barbacetto prima dell'insediamento al Ministero che fu di Claudio Scajola:

Paolo Romani ha una storia professionale, politica e giudiziaria che mal si addice alla carica di ministro della Repubblica: soprattutto per una lunga e complessa indagine per bancarotta di cui è stato protagonista. Eppure ha tanto aspettato questo momento: facendo di tutto, nell'attesa, per rendersi utile al capo. Nel 2007, benché fosse già viceministro, ha fatto perfino l'assessore all'urbanistica a Monza, attento a presidiare gli interessi immobiliari locali della famiglia Berlusconi (che allora voleva costruire Milano 4 sull'area monzese della Cascinazza). Ora stava per raggiungere la meta. Ma forse non ce la farà. Eccola, la storia del quasi ministro bloccato a un passo dal traguardo.

Paolo Romani è uomo di televisione. Un pioniere: ha cominciato nel 1974 a lavorare nelle "tv libere", impiantando, con Marco Taradash, TeleLivorno. Poi è stato al fianco di Nichi Grauso a Videolina, di Alberto Peruzzo a Rete A. Ha guidato la prima Telelombardia di Salvatore Ligresti. Infine si è messo in proprio, inventandosi Lombardia 7. La rete ottenne un certo successo. Non per il tg: il programma forte era "Vizi privati", strip molto espliciti e molto caserecci presentati da un'ingovernabile Maurizia Paradiso. Con la scatenata Maurizia, dopo un lungo sodalizio, Romani finì per litigare e, dice la leggenda, il litigio degenerò in scontro fisico e molto doloroso. Era stato un giovane liberale. Ma nel 1994 Romani resta folgorato da Silvio Berlusconi e s'imbarca in Forza Italia


Di tono del tutto opposto il ritratto che nello stesso periodo gli dedicò Il Giornale, house organ della famiglia Berlusconi e del PdL di strettissima osservanza berlusconiana. A leggere qui sotto sembra che Romani sia una via di mezzo tra un Rupert Murdoch di provincia e Christiane Amanpour, la leggendaria inviata CNN della Guerra del Golfo...

Nato a Milano il 18 settembre 1947, sposato con tre figli, risiede a Cusano Milanino. Ha conseguito il diploma di maturità classica. Nel suo curriculum spicca, tra le altre esperienze, quella di giornalista pubblicista, testimone di conflitti che hanno segnato la storia degli ultimi trent’anni. Ma è stato nel settore televisivo che ha maturato tutta la sua carriera. Nel 1974, infatti, con l’avvio delle trasmissioni di TV Libera, seconda emittente privata italiana, contribuisce alla rottura del monopolio radiotelevisivo italiano gettando le basi del futuro mercato dell’emittenza privata. Dal 1974 al 1985 è direttore generale di Rete A con l’editore Alberto Peruzzo, mentre dal 1986 al 1990 è amministratore delegato di Telelombardia. In questo periodo è anche corrispondente di guerra e segue la rivoluzione rumena del 1989, la guerra dell’ex Jugoslavia ed i conflitti in Iran-Iraq. nel 1974 fonda TVL Radiotelevisione Libera (già Telelivorno), di cui assume la carica di Presidente sino al 1976. Dal 1990 al 1994 è editore di Lombardia 7 che cede nel 1995 dopo l’elezione alla Camera dei Deputati.

Tornando alla dichiarazione di oggi su canone Rai e bollette elettriche - ah! Che grande iniziativa liberale! Roba da Romania epoca Ceausescu- scommetto un centesimo simbolico che ritratterà nelle prossime ore.

Update!

Leggo su RaiNews24:

"Il provvedimento - spiega Romani in un'intervista al Corriere della sera - è pronto e presto sarà presentato, forse col decreto Milleproroghe". L'obiettivo è contrastare l'evasione, perché "circa il 30% di chi dovrebbe pagare il canone non lo fa"

Allora, Romani spiega che lo presentano col Decreto Milleproroghe. Forse però: perché il decreto in questione viene sempre votato a fine anno, e il 14 dicembre c'è il "tana libera tutti", il d-day del governo con la votazione per la fiducia. Ancora tutto da decidere quindi ma direi che la faccenda si sta già ridimensionando.

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