È ora di togliere il segreto di stato sulle stragi. E non solo


Paolo Brogi, Rosa Villecco Calipari, Benedetta Tobagi, Rosario Priore, Roberto Saviano e altri 60 rappresentanti della società civile hanno lanciato un appello per aprire gli archivi e togliere il segreto di Stato sulla stagione del terrorismo in Italia. Si tratta dell'effetto dell'ultima sentenza di assoluzione che ha chiuso l'ultimo processo ai mandanti e agli esecutori di Piazza della Loggia a Brescia.

L'appello, rivolto al presidente della Repubblica, al presidente del consiglio, ai ministri, ai presidenti di Copasir e delle Commissioni parlamentari d’inchiesta, chiede tre semplici cose: che siano aperti tutti gli archivi con una gestione che ne faciliti l’accesso a tutti i soggetti interessati, senza preclusione alcuna; che vengano fatte decadere tutte le classificazioni di segretezza su tutti i documenti relativi all’evento in possesso in particolare dei servizi segreti, della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza, che i documenti vengano catalogati e resi pubblici senza distinguere tra documenti d’archivio e d’archivio corrente; che sia data piena attuazione alla legge 124/2007 che regola il segreto di Stato (passati al massimo trent’anni dalla data in cui è stato apposto il segreto sull’evento e sui relativi documenti o dalla data in cui sia stato opposto al magistrato che indagava, tutti i documenti che si riferiscono all’evento siano resi pubblici e consultabili).

Per i firmatari dell'appello occorre garantire alla verità e alla giustizia il giusto corso, non dobbiamo consegnare le generazioni che si sono succedute da allora ad oggi alla rassegnazione e all’avvilimento. Auspichiamo una volontà politica reale volta all’accertamento di tutti i fatti criminali che hanno sconvolto la storia d’Italia. Speriamo che la cosa funzioni, raccolga migliaia di adesioni e porti a qualche cambiamento nell'approccio vergognoso che i vari governi (anche quelli di centrosinistra) hanno tenuto verso lo stragismo e il segreto di stato: visti i soggetti destinatari dell'appello, tutti uomini del Pdl, più Napolitano e D'Alema, c'è purtroppo da nutrire più di un dubbio.

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