Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Asia, Corea del Nord: “Le esercitazioni militari di Seul portano la regione sull’orlo della guerra”. Sembra il bue che dà del cornuto all’asino, eppure le accuse di Pyongyang sono da prendere maledettamente sul serio dopo la guerra sfiorata lo scorso martedì.

L’ammonimento della Corea del Nord si riferisce alle esercitazioni militari congiunte di Stati Uniti e Corea del Sud, che dovranno iniziare domenica. Le manovre, che erano già state programmate prima dell’attacco del Nord all’isola Yeonpyeong, prevedono esercitazioni navali nel Mar Giallo con l’impiego di una serie di navi militari guidate da una portaerei nucleare statunitense.

Amazzonia: già scomparso il 17 per cento della foresta pluviale. Allontaniamoci per un momento da guerre e tensioni politiche tra Stati e concentriamoci su un altro argomento di importanza vitale per gli equilibri mondiali: la sopravvivenza della foresta amazzonica.

Senza scomodare espressioni abusate come "polmone verde del pianeta", basterà ricordare che quella amazzonica è la più grande foresta pluviale del mondo, con un estensione che copre nove Paesi.

Come è noto, grazie alle sue dimensioni è in grado grado di svolgere un ruolo fondamentale nella conservazione degli equilibri planetari, specialmente nella produzione di ossigeno e acqua: un quinto delle piogge mondiali sono infatti generate dal "meccanismo" Amazzonia.

Un ecosistema essenziale per la nostra sopravvivenza, ma da anni costantemente sotto attacco. Come racconta un interessante reportage della Cnn, il 17 per cento della foresta amazzonica è già stato cancellato dalla deforestazione. La Banca mondiale ha fissato nel 20 per cento il punto di non ritorno per la sopravvivenza e il funzionamento dell’ecosistema

Il Brasile ha tuttavia iniziato ad invertire la tendenza che lo vedeva ai primi posti nella deforestazione. Nel contrastare il fenomeno, le autorità hanno fatto ricorso a più soluzioni: dal miglioramento delle relazioni con le popolazioni che vivono negli stati amazzonici (e che spesso ricorrono alla deforestazione per sopravvivere) al monitoraggio satellitare della foresta.

Il Brasile è inoltre uno dei Paesi chiavi nel REDD, il programma delle Nazioni Unite per la Riduzione delle Emissioni da Deforestazione e Degrado della foresta pluviale. Il Governo brasiliano, di concerto con varie Ong, intende raggiungere l’obiettivo di zero deforestazione, arrivando a un tasso in cui la scomparsa degli alberi rallenti fino ad arrestarsi completamente.

Un obiettivo ambizioso, che sarà tra i temi in agenda alla conferenza COP16 sui cambiamenti climatici organizzata delle Nazioni Unite e che si terrà a Cancun, in Messico, dal 29 novembre al 16 dicembre.

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