Ping Pong - botte (e risposte) della campagna elettorale

dchbdcWalter Veltroni dice addio alla lotta di classe. Berlusconi: “Bravo, rompe con la sinistra!”. La Sinistra: “Farneticante”
In Italia non ci sono più né le grandi imprese né i grandi imprenditori di una volta. Basta con le ideologie del passato: oggi c’è bisogno di una alleanza tra produttori, un patto tra imprenditori e operai perché sono sulla stessa barca. Altro che la nuova lotta di classe che la Sinistra vuole rilanciare in Italia!”. Lontani anni luce i tempi in cui il giovane comunista Walter gridava nei cortei “evviva- il grande- partito comunista- di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer!”. Bertinotti risponde con il silenzio. La CGIL risponde con il silenzio. Berlusconi gongola: “Bravo Walter!”. In Europa i lavoratori italiani sono i più tartassati dalle tasse e hanno gli stipendi più bassi e i loro diritti arretrano ogni anno. Ma Uolter non lo sa. In giro si sente aria di bruciato.

Silvio Berlusconi smentisce Fini sulla candidatura Ciarrapico. Fini incassa lo schiaffo: “No comment
Ciarrapico? Fini sapeva ed era d’accordo. Non esiste un caso Ciarrapico. Ci serve e basta. Quel che conta adesso è fare campagna elettorale e vincere le elezioni. Ciarrapico è un grande imprenditore e un editore con giornali importanti che possono influire sul risultato del voto. Nel Pd vogliono sviare la polemica su Ciarrapico perché devono nascondere i loro fallimenti, quelli del governo Prodi e in Campania quelli di Bassolino”. Fini: “No comment”. La Russa risponde timido: “Parole improprie”. Bossi: “Ciarrapico faccia un passo indietro”. Il PD sussulta: “Il Pdl non porti in Parlamento uno che dice di non aver mai rinnegato il fascismo e si dichiara fascista!” . Cerami responsabile cultura del Pd:”Ciarrapico scrive la storia del segretario fascista Starace e ha pubblicato l’opera omnia di Mussolini. Questa è la cultura del Pdl”. Franceschini: “Berlusconi con le sue liste va a destra: prima Fini, poi la Mussolini, adesso Ciarrapico”. Bene. Verrebbe da dire all’accomodante Pd: volevate l’inciucio con il Cavaliere? Ben vi sta!

Antonio Satta spinge Mastella alle dimissioni e a mollare la cassa dell’Udeur. L’ex Guardasigilli:”Commissario il partito!”. “Mastella – parole del vice segretario dell’Udeur Satta - deve prendere atto del fallimento totale della sua gestione e dimettersi senza indugi da segretario del partito. Il vero problema dell’Udeur è sempre stato il comandante, non la ciurma. Un capitale di iscritti, di amministratori, di vita politica di 10 anni distrutti da Mastella in cerca di rielezione per se stesso e i suoi famigliari. Mastella non può pensare di epurare chi non è d’accordo con lui e tanto meno di gestire il finanziamento pubblico garantito all’Udeur fino al 2011”. E Mastella? Chiuso nel suo bunker di Ceppaloni scrive le lettere di dimissioni. Ma non le sue, bensì il benservito per Satta e soci, ed il commissariamento del partito a tutti i livelli. I voti non ci sono ma i soldi sì. Capito? Quando si dice la dignità politica!

Gerardo Bianco
escluso dalle liste si sfoga contro Casini che replica: “Non ha voluto lui!
Il tentativo generoso della Rosa Bianca di dare uno slancio alla buona politica attraverso un processo costituente si esaurisce in un mediocre accordo con l’Udc che ripropone logiche clientelari e di potere dispotico e familistico”. L’ex segretario del Ppi escluso dalle candidature si sfoga e dice addio: “Dichiaro la mia estraneità alla neonata Unione di centro che è di fatto la vecchia Udc. Io non c’entro”. La Rosa Bianca già sfiorita? Un duro colpo per Casini e Pezzotta. E manca ancora un mese al voto…

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