Per Frattini c'è una strategia contro l'Italia. Considerazioni sull'allarme lanciato dal ministro


Dapprima sembrava avesse usato il termine "complotto", poi smentito e derubricato a strategia, ma sta di fatto che l'allarme del ministro degli esteri Franco Frattini aveva tutte gli ingredienti per sembrarlo. Vediamo cos'ha detto esattamente, citando Repubblica.

"Il Ministro degli affari esteri, Franco Frattini, ha riferito su vicende delicate che rappresentano il sintomo di strategie dirette a colpire l'immagine dell'Italia sulla scena internazionale", si legge nella nota diramata subito dopo la conclusione del Cdm. Nella quale vengono poi elencati
i quattro punti cardinali del piano contro l'Italia. "L'attacco a Finmeccanica, la diffusione ripetuta di immagini sui rifiuti di Napoli o sui crolli di Pompei, l'annunciata pubblicazione di rapporti riservati concernenti la politica degli Stati Uniti, con possibili ripercussioni negative anche per l'Italia".

Quindi più cose sono state messe insieme per dimostrare una tesi. Analizziamole una ad una.

Wikileaks. Qui non possiamo dire granché. Siamo tutti in attesa dei famosi documenti riservati che Wikileaks pubblicherà da un momento all'altro. Forse Frattini già li conosce, ma noi no. Ergo per il momento soprassediamo e restiamo in attesa.

Finmeccanica. Se esistono fondi neri o se la gestione di branche di Finmeccanica (che ricordo è una delle società che registra maggiori profitti in Italia) ha delle pecche, è giusto indagare. O vogliamo garantire l'immunità alle società in attivo? Il fatto che sia un asset fondamentale per il nostro paese deve certamente indurre alla prudenza, ma non può coprire eventuali illeciti. Si faccia piazza pulita, se è il caso, e si veda di amministrare le aziende in modo onesto e trasparente. È tanto difficile?

Rifiuti napoletani. Qui poi siamo al paradosso. Benissimo fanno anche all'estero a parlare ampiamente di questo scandalo. Quale altra città d'Europa ammassa rifiuti sotto casa, non li raccoglie e rischia il colera? L'incapacità del governo centrale e locale di risolvere questo problema va messa sotto i riflettori, visto che la questione va avanti da anni. Che si diano una svegliata senza venire a lamentare complotti della stampa (come fece, lo ricordo, anche il presidente Napolitano due anni fa).

Crollo di Pompei. Questo è l'unico punto sul quale Frattini ha parzialmente ragione. La stampa ha pompato un episodio pur grave, ma non come fu dipinto. Non è mai crollato un moinumento di epoca romana, ma solo una sovrastruttura costruita nell'ottocento (1800 intendiamo, XIX secolo). Quindi nessun grave danno al nostro patrimonio, ma sicuramente un segnale d'allarme per il degrado dei nostri monumenti, questo sì.

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