Referendum sulla scuola a Bologna: risultati. Ha vinto l'opzione A

Opzione A per riportare i finanziamenti statali solo alla scuola pubblica. Opzione B per mantenerli anche alla scuola privata. Uno scontro di ideologie, uno scontro sull'Articolo 33 della Costituzione Italiana.


01.00 L'opzione A (ovvero: niente più finanziamenti alle scuole materne private) ha vinto. Nelle 199 sezioni, i voti per la A sono stati 50.517 (pari al 59,00%) e i voti per la B sono stati 35.160 (pari al 41,00%).

23.52: sono state scrutinate 147 sezioni su 199, per un totale di 36.527 voti.
36.527 sono i voti per l'opzione A (58,70%)
26.700 sono i voti per l'ozione B (41,30%)

Referendum Bologna 26 maggio 2013 risultati parziali

Risultati parziali

In 45 sezioni su 199, l'opzione A è al 58,55%, l'opzione B al 41,45%.

Il Nuovo Comitato Articolo 33 ringrazia

Ecco il messaggio di ringraziamento che è stato diffuso online dal comitato promotore del referendum.

Il dato dell'affluenza alle ore 22.00 rappresenta per i promotori della consultazione una buonissima partecipazione di cittadini e cittadine.

Gli elettori che si sono recati alle urne superano di gran lunga il numero di persone direttamente coinvolte nella decisione di abolire o proseguire i finanziamenti comunali alle scuole private paritarie. Dunque non solo mamme, non solo papà, non solo nonne e nonni: la cittadinanza ha compreso la portata collettiva di questa questione di civiltà.

Un vasto schieramento di forze politiche ed economiche s'era attivato per la difesa dello status quo e per disincentivare il voto.

E proprio le condizioni di voto erano ostiche. Già un mese fa, quando l'Amministrazione aveva annunciato la predisposizione di 199 seggi e la consultazione in un solo giorno, avevamo fatto presente che ciò avrebbe permesso, dati statistici alla mano, un esercizio sereno del diritto di voto soltanto al 38% degli elettori. Nonostante le scomode e irrazionali dislocazioni dei seggi, nonostante le carenze organizzative del Comune, nonostante ora dopo ora abbiamo toccato con mano le inefficienze e i disagi per cittadini, questi ultimi si sono attivati per votare.

Non si può non considerare altresì il grande astensionismo registrato alle elezioni amministrative in tutta Italia e anche nella provincia di Bologna, il che fa risaltare ancor più la partecipazione bolognese al referendum.

Comparando le precedenti esperienze di democrazia diretta, si nota come nel 1997 per il referendum sulla privatizzazione delle farmacie comunali, votarono il 37,11% degli aventi diritto ma, in quel caso, la consultazione si tenne su tre giornate.

Il Nuovo Comitato Articolo 33 ringrazia i suoi volontari/e e gli impiegati comunali. Il comitato promotore del referendum ringrazia di cuore i cittadini, che hanno raccolto l'appello a difendere col cuore e col voto la scuola pubblica, la laicità delle Istituzioni e la Costituzione repubblicana.

Nuovo Comitato Articolo 33

Affluenza ore 22

Ha votato il 28,71% degli aventi diritto, 85.934 votanti. L'obiettivo dei 100.000 voti non è raggiunto, ma il risultato è comunque importante.

La diffida del Comitato

Il comitato Articolo 33 che promuove il referendum di Nologna ha diffidato il Comune. Nella diffida si evidenzia

«la situazione creatasi in diversi luoghi di voto dotati di numerosi seggi nei quali i funzionari del Comune non sono in grado di fornire in un tempo ragionevole agli elettori le informazioni necessarie per individuare la propria sezione elettorale, provocando code e abbandono del luogo»

e si chiede di

«porre in essere tutti i provvedimenti necessari al fine di consentire agli elettori di poter esercitare il proprio diritto di voto».

Affluenza ore 19

I dati di affluenza alle ore 19 parlano di 69.166 votanti per il 23,22% degli aventi diritto.
Il comitato promotore fissa l'obiettivo a 100.000 voti.

16.00 - Seggi lontani e propaganda per l'opzione B

Facciamo un giro sulla pagina Facebook del comitato promotore, dove si trovano alcune chicche di questo referendum.

Vediamo, per esempio, l'immagine condivisa pubblicamente sul social network da parte di Elisa Reisefieber, elettrice bolognese.

Il pallino indica la sua abitazione, che aveva almeno 3 seggi comodamente raggiungibili. In basso, il seggio assegnatole. L'elettrice, giustamente, commenta così, ironicamente: «il comune favorisce l'esercizio del diritto di voto».

Foto Seggi Referendum Bologna

Come se non bastasse, si segnalano episodi di propaganda davvero subdola per l'opzione B (quella che vuole il mantenimento dei finanziameti alla scuola materna privata), che evidentemente vogliono ottenere il successo ad ogni costo. Anche a costo di violare la regola che vuole il divieto di propaganda in un raggio di 300 metri dai seggi.

Qui accanto vediamo una foto scattata e resa pubblica su Facebook da Marco Martucci (clicca per ingrandire), che aggiunge come didascalia: «Di fronte ai seggi in cui sono rappresentante di lista. A fianco alla fermata dell'autobus».

E ancora. Si registra presenza di volantini per l'opzione B sulle navette che portano gli elettori ai seggi. Volantinaggi vicino ai seggi stessi; altri volantini addirittura nei bagni delle sezioni elettorali. Qualcuno lamenta anche errori negli indirizzi delle lettere inviate agli elettori per indirizzarli verso le rispettive sezioni.

Insomma, la sensazione è che il referendum sia proprio sgradito, e che contenga in sé anche un vero e proprio scontro generazionale. Se il Pd punta sui vecchi elettori (gli ex Pci) che fanno quel che dice loro il partito (poco importa se il partito non sia più il Pci ma somigli, piuttosto, alla Dc), il Comitato promotore Articolo33 confida nei giovani.

12.45: I dati dell'affluenza del Referendum sul finanziamento delle scuole dell'infanzia private a Bologna, referendum solo consultivo, sono appena arrivati. Alle ore 12.00 avevano votato l'8,47% degli aventi diritto, tutto sommato un buon numero di cittadini considerando che alle ultime politiche alla stessa ora l'affluenza in città toccò il 21,72%. Bisogna ricordare che il risultato del referendum è del tutto simbolico e il sindaco Merola, contrario alle posizione del comitato promotore, ha già dichiarato che anche in caso di "sconfitta" le sue scelte amministrative non cambieranno e continuerà a finanziarie le scuole paritarie private.

11.00: il Partito Democratico invita i suoi iscritti a votare "B" (ovvero, l'opzione che mantiene lo status quo dei finanziamenti pubblici riconosciuti anche alle scuole materne private, secondo un escamotage che aggira la Costituzione e quell'Articolo 33 che ha dato il nome al Comitato promotore).

Sulla pagina Facebook del comitato appare un'immagine dell'sms che è stato inviato questa mattina: la vedete qui di fianco.

Insomma, il Partito Democratico è schierato. In nome delle larghe intese e rinnegando i valori fondativi della sinistra di cui dovrebbe fare parte, chiede di votare per l'opzione B, quella che mantiene i finanziamenti alla scuola privata.

8.00: urne aperte anche a Bologna, per il referendum sulla scuola. Il comune di Bologna dovrebbe aver inviato a ciascun cittadino una lettera con il seggio deputato al voto (che non è quello dove si vota solitamente per le normali tornate elettorali).
In ogni caso, il comitato referendario mette a disposizione un servizio online per individuare il proprio seggio e per capire dove si vota.

E' attivo anche il servizio 33Gira - Un passaggio per la scuola pubblica, per dare un passaggio a tutti coloro che fossero impossibilitati a raggiungere il proprio seggio.

26 maggio 2013: oggi, mentre in oltre 500 comuni italiani (fra cui Roma) si vota per l'elezione del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale, a Bologna il voto riguarda la scuola.

Si tratta di un referendum senza quorum, in cui si può scegliere fra due opzioni: l'opzione che chiede all'amministrazione comunale di riservare i fondi esclusivamente a scuole pubbliche (opzione A) oppue quella che conferma i finanziamenti alle private parificate (opzione B).

E' un referendum su un'idea. L'idea che la scuola sia, come vuole l'art. 33 della Costituzione Italiana, libera ma senza oneri a carico dello stato se è privata.

Il Pd, il Pdl, la Lega, la Chiesa, Comunione e Liberazione, il centro di Monti, una fetta della Cgil sono tutti uniti per l'opzione B. L'opzione A è sostenuta solamente dal Movimento Cinque Stelle e da Sel, dalla Fiom, dai sindacati di base e da una parte della Cgil.

Il comitato promotore, Articolo33, organizza anche un servizio di auto per accompagnare gli elettori ai seggi. Seggi che si trovano in centri di quartiere, civici e sociali, ma non nelle scuole, e che, sempre secondo il comitato promotore, sono molto pochi.

Il risultato appare scontato, vista la disparità delle forze in campo. Ma pesa, ovviamente, l'incognita dell'affluenza: non serve il quorum e dunque il voto degli "informati" potrebbe riservare qualche sorpresa.

Referendum scuola Bologna

Domenica prossima, 26 maggio, mentre in buona parte del resto d'Italia si voterà per le elezioni amministrative, a Bologna i cittadini saranno chiamati alle urne per un referendum consultivo sui finanziamenti alle scuole private per l'infanzia. Un referendum che sta facendo parlare di sé anche peri dissidi che ha provocato nella maggioranza di centrosinistra in consiglio comunale.

Per cosa si vota: la scheda recita il quesito

Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali, che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole di infanzia paritarie a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?

e il cittadino è chiamato a decidere tra due opzioni A e B:

A) utilizzarle per le scuole comunali e statali
B) utilizzarle per le scuole paritarie private

Scegliendo l'opzione B si decide di mantenere l'attuale sistema, ovvero una convenzione con le scuole paritarie dell'infanzia per cui sono stati stanziati 955.500 + 100.000 euro per lo scorso anno scolastico. Scegliendo l'opzione A, quei soldi andrebbero interamente alle materne comunali e statali. Trattandosi di un referendum consultivo e non abrogativo, se anche vincesse l'opzione A non è automatico che il consiglio comunale abrogherebbe la norma.

Quando e dove si vota: nella sola giornata di domenica 26, dalle 8 alle 22. I seggi non sono allestiti nelle scuole ma nelle sedi di quartiere e nei centri civici. La lista si trova sul sito del Comune.

Chi può votare: tutti i cittadini iscritti nelle liste del Comune di Bologna muniti di un documento d'identità, e chi compie 18 anni entro il giorno della votazione ma non è ancora iscritto nelle liste.

Gli schieramenti: il referendum è stato promosso dal Comitato art.33 e ha ricevuto l'appoggio di Sinistra Ecologia e Libertà e da esponenti del mondo della cultura e dell'impegno come Stefano Rodotà, Gino Strada, Maurizio Landini e Andrea Camilleri. Contro il referendum, e quindi a favore dell'attuale normativa, si sono schierati invece il Pdl e il Pd, con in testa il primo cittadino bolognese Virginio Merola, che prima ha cercato di dissuadere la popolazione dal recarsi alle urne, e poi si è schierato apertamente per l'opzione B arrivando a permettere manifestazioni anche durante il silenzio elettorale. A favore dell'opzione B si sono schierati anche Romano Prodi, la Cei e, ieri, anche il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza. Il motivo di questo schieramento trasversale per l'opzione B è che, senza i finanziamenti, le scuole paritarie chiuderebbero e quindi ne verrebbe un danno all'offerta pedagogica.

In ogni caso, se anche prevalesse l'opzione A, bisognerà fare i conti con la spaccatura nella maggioranza in consiglio comunale, anche se Pd e Sel stanno già cercando di ricucire, smentendo possibili ripercussioni sul futuro della giunta.

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