Wikileaks: Julian Assange a Forbes

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La tempesta Wikileaks è appena iniziata: con i primi dispacci pubblicati domenica è partita la diffusione di oltre 250mila cablogrammi riservati - circa 15mila classificati come "secret" - delle ambasciate Usa nel mondo. Si andrà avanti per mesi: intanto i documenti disponibili aumentano lentamente, ora - 10.42 di martedì 30 novembre - sono 278, ieri pochi meno.

Intanto si muove qualcosa: Forbes tira fuori una lunga intervista realizzata l'undici novembre scorso da Andy Greenberg in cui Julian Assange, volto - e parafulmine - dell'organizzazione racconta cosa ci aspetta per i prossimi mesi e offre anche il suo punto di vista sulle "carte" rese disponibili con cui ha sconvolto l'informazione tradizionale e la diplomazia a stelle e strisce.

L'intervista è molto lunga, ma ve lo dico da ora: per quel che conta, Assange mi ha convinto.

La notizia più grossa è la non meglio precisata banca che nei prossimi mesi finirà coinvolta in un "leak" di documenti riservati.

Il prossimo bersaglio di Wikileaks sarà una delle maggiori banche americane. Le prime cinque, in questi dati


    1. Bank of America Corporation (Charlotte, NC) $2,340,667,014
    2. J.P. Morgan Chase & Co. (New York, NY) $2,135,796,000
    3. Citigroup Inc.(New York, NY) $2,002,213,000
    4. Wells Fargo & Company (San Francisco, CA) $1,223,630,000
    5. Goldman Sachs Group, Inc., The (New York, NY) $880,677,000

Nelle parole di Assange:

"Offriremo un panorama autentico e rappresentativo di come i dirigenti delle banche agiscono, in una maniera che stimolerà indagini e riforme" spiega, e aggiunge "C'è un solo esempio che possa ricordare quanto faremo: è come le email della Enron"

Il crack Enron quanti di voi lo ricordano? Meglio rinfrescarsi la memoria: perché credo molti di noi abbiano rimosso uno dei fallimenti più gravi della storia dell'economia Usa.

Nel 2001 - nel giro di pochi mesi - le azioni del gigante dell'energia, una delle maggiori corporation statunitensi, crollarono. Passarono da valere oltre 80 dollari a 26 centesimi. Cosa era crollato? La Enron era un gigante, le cui basi erano una corruttela diffusissima - gli Usa non entrarono nel protocollo di Kyoto anche dietro pressioni Enron - sia tra dem che tra rep, oltre a una serie di società, circa 800, alle Isole Cayman, che permettevano di eludere l'IRS. IRS, cioè l'Agenzia delle Entrate di quelle parti, non fu felice quando lo scoprì.

Assange ci sta preparando a qualcosa di simile?

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