Massimo D'Alema: "Italiani sedotti e abbandonati da Berlusconi"

Quanti Matteo Renzi occorrono per “rottamare” Massimo D’Alema? Evidentemente “baffino” se ne sbatte del sindaco (del Pd) di Firenze che vuole spedirlo a casa perché è un ... vecchio "arnese" della politica.

L’ex premier, oggi presidente pro tempore del Copasir, non perde occasione per intervenire sull’attualità politica e gettera le basi per un suo futuro "pesante".

Il lider Maximo non solo prova a tessere una nuova alleanza con il vecchio amico-nemico Veltroni per fare da regista negli affari interni del Pd, ma torna a battere il ferro sulla “questione” incandescente di Berlusconi.

Stamattina, ai microfoni di CNRmedia, D’Alema torna sul conflitto d’interessi del premier. “Su questo nodo nevralgico – carica D’Alema - c’è bisogno di una legge: io ci ho lavorato da presidente del Consiglio, ci fu un testo approvato alla Camera, ottima base per ripartire con il prossimo governo”.

Poi torna a rassicurare su Mediaset: “Non vogliamo distruggere una azienda che è una risorsa del paese” e va all’attacco del premier: “Berlusconi non ha vinto perché mancava una (pur necessaria) legge sul conflitto d’interessi. E’ al potere grazie alla scelta fatta dagli italiani, che però sono stati illusi. Basta pensare alla promessa del milione di posti di lavoro in più. Dopo dieci anni ce ne sono 700 mila in meno. Gli italiani si sentono sedotti e abbandonati. Il Cavaliere ha fallito su tutto,non ha fatto niente di quanto aveva promesso: è giunto alla fine e va mandato a casa”.

Chi rottama Berlusconi?

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