La lotta della chiesa cattolica alla mafia: don Pino Puglisi beato

La beatificazione di 3P non è solo un gesto spirituale da parte della chiesa, ma ha un chiaro valore politico: la lotta alla mafia.

La lotta della chiesa cattolica alla mafia: don Pino Puglisi beato

Ci sono gesti che vanno al di là delle parole e delle varie risoluzioni politiche. Gesti che hanno il sapore della popolarità e, per questo, sono molto più efficaci delle altisonanti dichiarazioni teologiche o degli splendidi programmi politici che poi, nella realtà, non si traducono mai in operatività. Uno di questi gesti è quello avvenuto oggi a Palermo: la beatificazione di don Pino Puglisi. Commenta Luigi Accattoli:

Il primo riconoscimento di un martire di mafia: altri ne seguiranno. Il segno del sangue cristiano su una delle frontiere più ardue dell’umano. Festa grande.

Gli fa eco monsignor Vincenzo Bertolone, oggi arcivescovo di Catanzaro-Squillaci, ma in precedenza postulatore (cioè l’avvocato proprio delle cause dei santi) che ha seguito tutto il processo di beatificazione del sacerdote siciliano:

Il riconoscimento del martirio da parte del Santo Padre [Benedetto XVI, il 28 giugno 2012, ndr] significa che don Pino Puglisi è stato ucciso in odio al suo ministero sacerdotale. La sua azione a favore della giustizia, della pace, della dignità, della promozione dei piccoli, affinché fossero liberati dalla malapianta della mafia, è stata la ragione di fondo per la quale i fratelli Graviano, che erano i capi del mandamento mafioso di Brancaccio, vedevano venir meno sotto i piedi il terreno dell'omertà e delle collusioni. Don Pino Puglisi doveva essere eliminato perché in quel territorio non ci doveva essere altro Dio che il dio di “Madre natura”, cioè la mafia.

Fra i commenti che ho trovato in rete in merito a questa beatificazione, trovo che il post di Resto al Sud sia una mirabile sintesi dell’operato di don Puglisi e del messaggio – spirituale, senza dubbio, ma anche (soprattutto?) politico – che la chiesa cattolica ha mandato con tale celebrazione:

E Padre Pino Puglisi diventa Beato. Alla “facciazza” della mafia, come si dice a Palermo. Sì, perché quelli lì avrebbero voluto cancellare dalla storia il sacerdote che stava rodendo i basamenti delle colonne che reggevano/reggono il loro tempio costruito con l’odio, l’illegalità e con il marmo intriso di sangue. E pensavano di raggiungere quell’obiettivo attraverso l’unico modo subdolo che conoscono: l’assassinio. Invece, l’agire di 3P è andato al di là della sua “vita terrena” ed ha, giorno dopo giorno, sempre più intensamente, contribuito al fine della sua missione: il Rinascimento culturale e sociale della città. Soprattutto dei più piccoli, quelli per cui il prete palermitano ha sacrificato la propria vita, perché non accettava per loro un futuro con la pistola in mano o con la bustina di cocaina in tasca […] La Nuova Palermo, dunque, ha il suo Beato. Da pregare e da emulare.

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