Scelti dai lettori: quali alternative per il dopo Berlusconi

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Venerdì, giorno di rubrica scelti dai lettori. Una settimana densa di esteri, nella quale abbiamo forse trascurato la politica interna, vediamo di rimediare oggi tornando a occuparci di un tema che avevamo già toccato marginalmente in passato.

Cosa accadrà quando Silvio Berlusconi uscirà dallo scenario della politica italiana? Cosa accadrà quando "il dopo", come si legge nei documenti dell'ambasciata Usa letti su Wikileaks, dovrà inevitabilmente compiersi?

Scrive Aldebaran nei commenti del post di lunedì

molti affermano che non esiste una alternativa a Silvio? balla o verità?

Una domanda impegnativa...

erede berlusconi pdl

Moltissimi elettori di centrodestra continuano, ancora oggi, a non vedere un'alternativa a Silvio Berlusconi. Perché? Perché per come vedono lo scenario, è l'unico che ha il potere, la facoltà di cambiare le cose. Possibile? Sì, possibile, perché il debito di gratitudine dell'elettorato di destra nei confronti di SB, è infinito.

Ha sdoganato un'area che prima era difficilmente presentabile politicamente. E la destra post-fascista, missina - non tanto politicamente - quanto sul versante dell'elettorato, ha questa riconoscenza nei confronti di Berlusconi, che li ha portati al governo, ha portato in Parlamento i volti che volevano, gli ha dato dignità.

Pensate a Ignazio La Russa, a Maurizio Gasparri: vent'anni fa li avreste anche potuti immaginare lontanamente dove sono? Sono diventati ministri. Era impensabile, vent'anni fa, anche quindici. Senza Berlusconi, sarebbero rimasti dov'erano, confinati ai margini. Più o meno lo stesso discorso è applicabile alla Lega Nord.

Senza un leader come Berlusconi, cosa sarebbe stato il centro destra italiano del dopo Tangentopoli? Una domanda affascinante, ma alla quale è impossibile rispondere. L'altro punto, è la vocazione carismatico leaderistica un po' sudamericana dell'attuale leader del centro-destra. Un leader weberiano, che come tutti i leader weberiani non crea una classe dirigente in grado di raccogliere la sua eredità.

Guardate il PdL, guardate gli esponenti di stretta osservanza berlusconiana: vedete qualcuno che potrebbe prendere il suo posto? Io direi proprio di no. Se c'è qualcuno che può prendere il suo posto, forse è Giulio Tremonti, ma non lo ascriverei alla categoria dei berluscones, anzi.

Tremonti è quanto di più lontano da Berlusconi, umanamente perlomeno. E nella gestione del partito, sarebbe diametralmente opposto: certo, sono problemi lontani nel tempo, ma che la destra italiana ha già iniziato ad affrontare di petto, pensate semplicemente a Futuro e Libertà. Oppure al grande centro di cui si legge in queste settimane.

Tornando alla domanda di Aldebaran: certo che esiste una alternativa a Berlusconi, è normale che sia così. C'è già Fini, mentre volendo stare nel PdL le alternative credibili arriveranno magari l'anno prossimo, o appena cadrà il governo. Le alternative ci sono, tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile, no? Il detto vale anche per Berlusconi.

Il problema è che non mi sembra che la maggioranza dell'elettorato di centro destra sia ancora pronto a votarla, quella alternativa.

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