San Giorgio (Napolitano) protegga l'Italia ...

Del “Me ne frego” di Denis Verdini, gli italiani se ne fregano. Can che abbaia non morde. Il coordinatore del Pdl, intrallazzato in affari a dir poco loschi, è l’iceberg dello stato del fu partito dell’amore e del premier.

La paura fa 90 e il sultano e tutta la sua corte sanno che presto saranno sepolti lasciando l’Italia allo stremo. Quindi straparlano, minacciano, inveiscono: sono con la bava alla bocca. Fanno ancora notizia perché hanno comprato quasi tutti i media e i pochi “liberi” … ci cascano.

Non fa rumore invece la relazione di De Rita, il suo rapporto Censis. De Rita scrive di un paese senza desiderio né legge: «pulsioni sregolate», «desiderio esangue», «dimensione sociale del peccato» e su su fino alla «personalizzazione del potere che ha distrutto l’autorità», la necessità di ripartire «dal singolo, dalla responsabilità individuale» per provare a ricostruire una casa comune crollata non solo metaforicamente, se non bastassero i simboli dello sfacelo basterebbe tenere il conto delle Domus di Pompei che crollano al ritmo di una al giorno.

Come le aziende sotto i colpi della crisi che nessuno contrasta.

Così, il Presidente della Repubblica è costretto a chiedere rispetto delle sue “prerogative”. E’ Napolitano, oggi, il baluardo certo di questo Paese allo sbando.

Berlusconi sparerà anche l’ultimo colpo in canna e non teme di trascinare nel baratro l’intero paese. Il Terzo polo è una “zeppa” nel costato del premier, ma ancora troppo infarcito di tatticismi e debolissimo nella prospettiva politica. Il Pd non c’è. La sinistra è fuori gioco.

Che San Giorgio (Napolitano) protegga l’Italia.

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